“Dalle mie parti si dice che il vero cane da guardia non è quello che abbaia, ma quello che morde”. Giorgio Tonini, membro del coordinamento del Partito Democratico e responsabile dell’area Studi e Formazione, usa questa metafora per indicare il tipo di opposizione che il PD sta tentando di mettere in campo dopo i primi mesi di legislatura. “Il cane piccolo e inoffensivo abbaia, ma rimane inoffensivo. Il cane grande invece morde. E il modo migliore per mordere, in democrazia, è portare via voti alla maggioranza. Con pazienza e molta costanza, dobbiamo mettere in campo le idee e le proposte per conquistare la maggioranza degli italiani”.L’occasione per parlare del tipo di opposizione di cui il Paese ha bisogno è un incontro alla Festa Democratica di Firenze, dal titolo “Dove va la sinistra?”, a cui, oltre a Tonini, partecipano il coordinatore di Sinistra Democratica Claudio Fava e il segretario del Partito Socialista Riccardo Nencini. Un incontro in cui Tonini ...ribadisce la disponibilità del PD “a dialogare con le forze che nel centrosinistra vogliono mettere in campo un’alternativa credibile al governo Berlusconi. Un’alternativa riformista”. Per fare questo, però, occorre stabilire “obiettivi e valori che ci muovono”.
Indubbiamente, riagganciandosi al discorso introduttivo, l’alternativa non la si costruisce fino a che non si riesce a mettere in campo proposte e idee che conferiscano credibilità al progetto del Partito Democratico e del centrosinistra in genere. “Veniamo da una grave sconfitta strategica – spiega Tonini – in cui abbiamo messo alle nostre spalle un fallimento, dato che non siamo riusciti – tutti - a misurarci con la prova del governo. Abbiamo perso autorevolezza e quando ci si confronta con l’esperienza di governo l’autorevolezza è tutto. Dobbiamo ricostruirla e, in questo senso, davanti a noi abbiamo una maratona, non i cento metri”.
La stella polare indicata da Tonini è “un’opposizione di merito, propositiva”. Per il Partito Democratico, l’occasione per definire “le nostre iniziative sarà rappresentata dalla Conferenza programmatica in programma per la fine del 2008 o inizio 2009. Sarà l’occasione per definire quale idea di Paese vogliamo proporre alla gente”. Il responsabile Formazione del PD alcune idee già ce le avrebbe e lo stimolo ulteriore è stato fornito dal già celebre discorso del candidato democratico alla presidenza degli Usa Barack Obama alla convention di Denver.
“Obama ha fatto un grande discorso di sinistra e riformista. Da una parte ha parlato dei valori, dall’altra della voglia di creare una grande forza di governo”. “Ma Denver non è una città italiana”, obietta il giornalista che conduce il dibattito. “Sì, lo so – ribatte Tonini – però le sfide con cui si misureranno gli Stati Uniti nei prossimi anni e con le quali si stanno già misurando, sono le stesse con cui si misura l’Occidente in genere e quindi anche l’Italia”. Tonini individua in quattro quesiti che Obama ha posto nel suo discorso di Denver, lo spazio per costruire una forza nuova di governo di centrosinistra. “Le relazioni internazionali, in cui è finita l’epoca dell’unilateralismo e dell’uso della forza come risoluzione dei problemi del mondo. Il rapporto tra sviluppo e ambiente, in cui il tema dell’energia e dell’uso che se ne fa deve essere in cima all’agenda di un governo riformista. Il tema del lavoro, delle tutele dei lavoratori davanti ad un’economia in continuo cambiamento. Il tema, infine, dei diritti civili”.
Per creare un’alternativa seria al governo Berlusconi, al populismo sfrenato della destra, alla politica delle operazioni mediatiche che non risolvono, anzi complicano, la vita dei cittadini, occorre ragionare con pazienza su questi temi. Così come è necessario ragionare sulle forme nuove di alleanza con le quali il centrosinistra si potrà presentare al Paese. Partendo dai valori.





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