mercoledì 15 ottobre 2008

La battaglia di Rosaria Capacchione è la nostra battaglia. E noi la vinceremo insieme

“La battaglia di Rosaria Capacchione è la nostra battaglia. E noi la vinceremo insieme”. Così si esprime Walter Veltroni, a nome del Partito Democratico, in solidarietà della giornalista de “Il Mattino” oggetto dell'ennesima intimidazione camorrista. Ignoti si sono introdotti nell’abitazione della cronista mettendola a soqquadro e portando via soltanto una targa consegnata in occasione di un recente premio giornalistico.
Rosaria Capacchione, già sotto scorta per le sue inchieste sulla criminalità campana e sul clan dei Casalesi, era stata già oggetto di minacce, una ...di queste addirittura in un’aula di giustizia.
Gli “sconosciuti” sono penetrati nell’appartamento attraverso una finestra, si sono diretti nella stanza da letto, alla ricerca di qualcosa di importante ma lasciando per terra alcuni oggetti di valore, ben visibili.
Il furto della targa, simbolo della passione e della professionalità della Capacchione, è da considerarsi un chiaro avvertimento di stampo mafioso di intimidazione. Il tutto proprio alla vigilia della giornata nazionale dell’informazione celebrata questa mattina al Quirinale dal Presidente Napolitano, dove, tra l'altro, la giornalista casertana avrebbe dovuto presenziare.

Di seguito la lettera del segretario del PD a direttore de “Il Mattino”, Mario Orfeo.

“La battaglia di chi denuncia”
Caro direttore, con il suo lavoro Rosaria Capacchione ci ha fatto scoprire le mosse di un mostro che succhia il sangue dello Stato, che ha occupato militarmente un territorio e lo sta distruggendo, producendo dolore e odio. Da qualche tempo purtroppo abbiamo anche cominciato a leggere articoli sulla sua persona. L’ultimo ci ha raccontato che, nonostante la scorta, qualcuno è entrato in casa sua, l’ha messa a soqquadro e ha portato via solo una cosa: la targa che ha ricevuto per il lavoro di cronista che fa un’informazione libera, denunciando e spiegando come i camorristi con i loro affari criminali uccidono una terra e una comunità.
Una minaccia vigliacca che spero faccia suonare l’allarme a chi è preposto a vigilare sulla tua sicurezza. Voglio qui ribadire quanto le dissi nel nostro incontro alla prefettura di Caserta qualche mese fa in occasione della mia visita a Casal di Principe: il Partito democratico continuerà a fare tutto quello che è nelle sue possibilità per combattere questo cancro e per permettere agli eroi normali, come suo malgrado hanno costretto a diventare la Capacchione, di continuare a fare il loro lavoro quotidiano. La politica deve combattere con nettezza e chiarezza ogni zona di commistione.
Ho detto più volte che bisogna bonificare la politica dall’influenza della criminalità organizzata. Lo sento come un elemento costitutivo della nostra stessa identità. Tra le ragioni della nascita del Pd c’è anche e soprattutto quella di distruggere la camorra, la mafia, la ’ndrangheta in una vera e propria guerra di liberazione da portare avanti tutti insieme. Sappiamo che Rosaria Capacchione sta pagando un prezzo altissimo per quello che vede e racconta, ma quello che voglio dirle in questo momento è che non deve sentirsi sola. Insieme a lei ci sono milioni e milioni di cittadini italiani che le stanno vicina e che vogliono farle sentire il loro affetto. La camorra non potrà vincere. Giorno dopo giorno riusciremo a demolirla. Così come ci hai raccontato Rosaria, che ha seguito tutte le udienze del processo Spartacus, oggi quel mostro è diventato più debole. Ora ha paura e vuol colpire chi gli fa male. Ma la battaglia della Capacchione è la nostra battaglia. E noi la vinceremo insieme.

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