L'Italia sembra arrivata alla resa dei conti. Economica e sociale. E il vero scontro che la crisi economica mette in risalto nel nostro Paese, è quello tra gli insider (i garantiti) e gli outsider (quelli che non hanno un posto fisso e non riescono a inserirsi nel tessuto sociale). Una sfida che è anche generazionale, con gli insider anziani che non riescono a dar vita a un nuovo mondo in cui trovino posto anche i giovani outsider.E' quanto emerge dalla videochat che Renato Mannheimer, presidente dell'Ispo (l'Istituto per gli studi sulla pubblica opinione) ha tenuto con i lettori di Corriere.it, dopo che lo stesso Mannheimer aveva realizzato un sondaggio sulle «Strategie degli italiani per fronteggiare la crisi», i cui risultati sono stati pubblicati nell'ultimo numero di Corriere Economia.
TIMORI E REAZIONE - «Gli italiani sono spaventatissimi dalla crisi che però non ci ha ancora investito in pieno. Al tempo stesso - spiega Mannheimer nel corso della videochat - solo alcuni tentano di reagire, soprattutto i giovani, gli outsider. Così si spiegano... alcune risposte "rivoluzionarie" emerse nel sondaggio, come quella di andare a lavorare lontano da casa. Addirittura una quota è pronta ad andare all'estero. La crisi infatti interessa anche le professioni medio-alte e c'è timore che colpisca anche i più qualificati».
IMMIGRATI - gli italiani non sembrano intenzionati, malgrado i tempi cupi, a tornare a fare i lavori più umili, ormai patrimonio degli immigrati. «Oggi abbiamo di fronte persone che si sono impegnate e adesso si trovano a dover affrontare la crisi - spiega il presidente dell'Ispo - rischiando di perdere il lavoro. Oggi però gli italiani hanno lasciato agli immigrati tanti lavori che non vogliono più fare, e non faranno più. Preferiscono gli aiuti sociali come la cassa integrazione».
LA POSIZIONE DEL GOVERNO - Molti i lettori che chiedono chiarimenti sull'azione del governo per fronteggiare la crisi. Risponde Mannheimer: «C'è l'esigenza che la politica intervenga con più decisione. C'è sfiducia verso il governo ma anche verso l'opposizione. E verso la politica in generale. Si vorrebbe un dibattito sui temi concreti».
Vista la mancanza di risorse, chiede un lettore, non sarebbe meglio riqualificare la spesa pubblica? «Ha ragione, - replica Mannheimer - si possono tagliare le auto blu e altri settori, ma purtroppo il nostro vero problema è il debito pubblico, noi non possiamo spendere di più come fanno altri Paesi. Credo però che non sia facile tagliare la spesa esistente. In ogni caso i governi che si sono susseguiti in questi ultimi anni hanno fatto molto poco».
C'è però anche chi, tra i lettori, sottolinea i costi sociali dell'evasione e l'enorme peso dell'economia sommersa. «La questione dell'evasione fiscale è nel nostro Paese drammatica - aggiunge Mannheimer - Ma insieme al sommerso rappresenta una parte importante dell'economia del Paese, e forse si ha timore a prendere misure per l'emersione». Per paura, evidentemente, di rovinare una serie di aziende che non riuscirebbero a stare sul mercato rispettando le regole. «È vero però - continua Mannheimer - che di fronte alla crisi la situazione potrebbe peggiorare, servirebbe un impegno molto forte da parte del governo».
RITRUTTURAZIONE - Ma la crisi non può essere occasione di ristrutturazione della nostra economia, chiede un lettore? «Credo che questo sarà inevitabile - sottolinea il presidente dell'Ispo - Sopravviverà solo chi sarà in grado di rinnovarsi. Resteranno sul mercato solo le imprese capaci veramente di competere. Ma da questo punto di vista gli italiani sono attrezzatissimi».
LE CATEGORIE COLPITE DALLA CRISI - Per una lettrice invece la crisi sembra colpire solo alcuni, i meno ricchi, quelli che non hanno rendite di posizione... «La crisi colpirà tutti, - replica Mannheimer - anche i dentisti, i medici ecc... Al tempo stesso però la crisi tocca queste categorie in modo diverso. C'è infatti chi in Italia fa fatica ad arrivare a fine mese e chi invece può sopravvivere con meno difficoltà anche con meno lavoro. La forbice tra chi sta bene e chi sta male si sta allargando. E questa è una rappresentazione triste della realtà del nostro Paese».
DONNE - Ma se la crisi produrrà disoccupazione le prime vittime saranno le donne sottolinea una lettrice. «Noi abbiamo una rete di strutture per assistere la vita delle donne inefficace, - aggiunge il presidente dell'Ispo - per questo molte donne preferiscono non mettersi sul mercato del lavoro o vengono espulse più facilmente».
CONSUMI - Altro tema evidenziato dai lettori di Corriere.it è quello della crisi dei consumi. Che però per Mannheimer dipende dallo status economico di ciascuno: «Una quota di italiani (30%) fa fatica a campare, - spiega il presidente dell'Ispo - un altro (30%) sta bene e poi c'è lo strato intermedio. Chi sta bene spende, ma consuma meno che in passato». Molti però nel sondaggio dicono di voler rinviare gli acquisti, sottolinea il moderatore della videochat, Giuseppe Sarcina, responsabile di Corriere Economia... «E nei prossimi mesi lo faranno sempre di più», conferma Mannheimer.
LA DURATA - Ma quanto durerà la crisi chiede un lettore? «Le previsioni degli italiani - spiega Mannheimer - parlano di due anni e più. La maggior parte degli economisti pensano che alla fine del 2009 si attenuerà, ma gli italiani sono più pessimisti. Una risposta sicura ancora non c'è. Anche perchè il peggio deve ancora arrivare. C'è una grande preoccupazione per la crisi, Argentina e Islanda sono state evocate nelle risposte al sondaggio. La gente però tende a reagire, soprattutto i giovani».
La paura secondo un lettore è però maggiore per gli over 40. «Se non sei aggiornato effettivamente è un problema - conferma Mannheimer».
IL SOGNO AMERICANO - La crisi sembra mettere ai lettori il desiderio di cambiare vita, e un lettore dice: «Vorrei andare in America, si starà meglio?» «L'America offre molte possibilità immediate - sottolinea Mannheimer - Certo però anche in questo momento anche lì non si vive un momento facile. Occorre ricordare che da noi ci sono più ammortizzatori sociali».
PAURA DI IMPOVERIRSI - Ma siamo ricchi o siamo poveri oggi in Italia? si chiede un lettore: «Dal sondaggio - spiega Mannheimer - emerge un Paese che ha paura di impoverirsi. Non siamo un paese povero ma abbiamo abbandonato quell'impulso all'innovazione che avevamo avuto fino agli anni '80. La crisi ci obbligherà a riprendere la tensione innovativa e a ritornare competitivi».
MARTELLAMENTO MEDIATICO - Ma la sensazione di vivere una pesante crisi non è anche frutto del continuo martellamento dei media, si domanda un navigatore? «Non è vero, - replica Mannheimer - la crisi è stata provocata dal credito fornito senza controlli e i giornali non hanno fatto altro che riportare i fatti. Questa volta non darei la colpa ai mass media, ma alla finanza».
TENSIONI - Ma si sa, la lingua batte dove il dente duole. E così l'ultima domanda riguarda ancora il conflitto tra gli insider e gli outsider. Esiste il rischio che nella società italiana si creino delle tensioni tra le generazioni, domanda ancora un lettore? «Outsider e insider vivono in questo momento uno scontro di interessi, per ora non c'è stato ancora un conflitto aperto, ma ci sarà - è la conclusione - se non verrà trovata risposta alle esigenze degli outsider».





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