giovedì 30 aprile 2009

Il maggio agrodolce dei sindacati

Non sarà un primo maggio come gli altri. In Francia come in Germania, negli Stati Uniti come in Italia. Il maggio 2009 si aprirà all’insegna della disoccupazione, della distruzione dei posti di lavoro, della cassa integrazione, della rivolta contro i manager, della partecipazione azionaria dei lavoratori.
Il maggio che verrà sarà diverso per i lavoratori francesi ricompattati dietro l’appello alla lutte ouvrière del leader della Cgt, Xavier Mathieu, che giustifica il ricorso alle maniere forti. Sarà un primo maggio diverso, ma non per questo meno teso, in Germania dove però la cultura sindacale è differente, scandita dal sistema della cogestione.
Così come negli Usa dove gli operai entrano nell’azionariato delle case automobilistiche di Detroit.
Sarà un primo maggio diverso anche in Italia. Non solo perché sarà la prima festa dei lavoratori dopo la firma separata dell’accordo sulla riforma del modello contrattuale. Non tanto perché l’unità sindacale non appare ormai come un obiettivo a portata di mano proprio in un momento in ... cui i lavoratori avrebbero bisogno di sindacati uniti. Non certo perché le ultime dichiarazioni del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che ha puntato il dito contro la Fiom colpevole di scatenare una jihad sindacale, hanno urtato la Cgil tutta.
Sarà un primo maggio diverso perché in Italia la crisi sta mordendo i lavoratori e, al di là delle dichiarazioni d’intenti, la mancanza di una rigorosa politica dei redditi si sta facendo sentire.
Bonanni ha ieri gettato benzina sul fuoco sostenendo che «la Cgil continua ad alimentare la guerra con falsi referendum e inutili mobilitazioni», ma non c’è dubbio che quelle stesse confederazioni così divise ai vertici, appaiono più unite di quel che si possa pensare sia a livello di categoria che all’interno delle diverse fabbriche. Insomma, Cgil- Cisl-Uil non unite solo per il primo maggio a l’Aquila o a Roma per il tradizionale concerto.
Per Giorgio Santini, segretario confederale Cisl, «il primo maggio fa parte di un saldo patrimonio di valori del sindacato confederale italiano dove lavoro, crisi e solidarietà rappresentano il minimo comun denominatore».
Per Santini però, nel merito, le differenze sono compatibili: «Prova ne è la piattaforma unitaria presentata dagli alimentaristi per il rinnovo del contratto che – spiega ancora – accoglie molti elementi del nuovo modello contrattuale a partire dalla scadenza triennale. E piattaforme unitarie si stanno preparando per altre categorie. Credo che il tempo e la dinamica della contrattazione chiarirà molti equivoci ». In Cgil, tuttavia, non hanno gradito le parole di Bonanni al punto che la Fiom ha chiesto di disdire tutte le iniziative con Cisl tranne l’Aquila. Per Agostino Megale, segretario confederale di Corso Italia, «la divisione sindacale non fa bene né ai lavoratori né al sindacato ed è per questa ragione che continuo a non capire la logica di chi procede per insulti. La ricostruzione dell’unità sindacale è un bene talmente prezioso che richiede il rispetto dei diversi punti di vista». Megale parla di “amarezza“ e “delusione” per le parole di Bonanni «perché dal segretario generale della Cisl mi attenderei più fatti per la ricostruzione unitaria e meno polemiche». Eppure Megale sottolinea come il primo maggio è unitario così come le tante iniziative a livello locale e regionale di azione comune. Per il futuro il segretario confederale auspica che dopo il primo maggio si possa annunciare un’intesa unitaria sulla rappresentanza e la rappresentatività. L’atteggiamento della triade di fronte a grandi aziende come Alitalia o come Fiat è unitario. Nel primo caso i confederali preparano un pacchetto di 48 ore di sciopero per protestare contro le violazioni reiterate dell’accordo di palazzo Chigi, nel secondo valutano tutti con attenzione la trattativa con Chrysler pur nutrendo le stesse preoccupazioni per gli stabilimenti italiani.

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