"La Chiesa non può tacere di fronte alle ingiustizie del mondo, all'oppressione dei poveri, alla rovina dell'ambiente, ai pericoli che gravano sulla pace nel mondo. Ma nemmeno davanti a vicende che, anche lontanamente, possono minare la moralità, il rispetto delle donne, i valori, i diritti umani, la difesa di poveri ed immigrati. E a maggior ragione deve far sentire la sua voce quando sospetti, voci ed accuse su tali tematiche coinvolgono autorevoli esponenti delle pubbliche istituzioni, come purtroppo sta succedendo in Italia".Anche i Frati minori francescani fanno sentire la loro voce ai "grandi" della terra impegnati al G8 dell'Aquila con un messaggio-appello dedicato alle "priorità" e alle "attese" di "credenti, non credenti e uomini di buona volontà, ma soprattutto di poveri ed oppressi". Priorità ed attese che i figli di San Francesco indicano prima di tutto "nella difesa della pace, nella eliminazione delle ingiustizie sociali e nell'aiuto ai meno abbienti".
Se ne fa portavoce padre Josè Rodriguez Carballo, 56 anni, spagnolo di Santiago di Compostela, riconfermato per la seconda volta ministro generale dei Frati Minori al Capitolo dell'Ordine concluso nei giorni scorsi ad Assisi sotto la "supervisione" del delegato papale, il cardinale Josè Saraiva Martins. Padre Carballo come primo atto ha inviato un pressante appello al G8 contro "le ingiustizie sociali, le guerre e la fame che ancora minacciano troppe popolazioni nel mondo".
Ma un "pensiero" lo ha rivolto anche alla situazione italiana, con particolare attenzione alle vicende del premier Berlusconi, sollevando "interrogativi" specialmente nei confronti di quelle "voci" che ne stanno compromettendo la credibilità morale. Il religioso, in particolare, ha unito la sua voce a quanti, dentro e fuori la Chiesa non nascondono la loro ... perplessità di fronte alle note vicende berlusconiane, a partire dalla Conferenza episcopale italiana col presidente cardinale Angelo Bagnasco e il segretario generale, il vescovo Mariano Crociata, ma anche dal settimanale Famiglia Cristiana che ha persino chiesto al premier di dimettersi.
Anche padre Carvallo non nasconde che sarebbe quanto meno opportuno che il premier Berlusconi facesse "chiarezza" sulle tutte le questioni extrapolitiche di cui è accusato (feste casalinghe con ragazze a pagamento, presunti viaggi con amici e conoscenti sugli aerei di Stato, contatti con ragazze minorenni). "Sulla moralità non si deve transigere mai, specialmente se si ricoprono cariche pubbliche e istituzionali", avverte il neo ministro generale francescano.
Quanto ai suoi prossimi impegni, padre Carvallo ha assicurato che sarà sempre in prima linea per portare "in ogni angolo della terra" il messaggio francescano. Un impegno appassionato e totale perché, ha spiegato, "il mondo ha diritto di attendersi che i frati siano strumenti di riconciliazione e di pace, solidali con i più miseri, attenti alla salvaguardia del creato, capaci di favorire il dialogo tra le culture, le generazioni, le religioni, le correnti di pensiero, per far crescere la conoscenza e il riconoscimento reciproci e la ricerca di cammini comuni per dare inizio ad un mondo fraternizzato con le sue ricche e sane differenze".
Nel corso dei lavori capitolari, i 152 delegati, giunti alla Porziuncola di Assisi in rappresentanza dei circa 15.000 frati presenti nel mondo, hanno esaminato lo stato dell'Ordine e hanno tracciato insieme il cammino dei prossimi sei anni. Il documento finale, intitolato "Portatori del dono del Vangelo", illustra in sintesi come i Frati minori intendono operare in questo inizio di Terzo Millennio nell'annuncio del Vangelo in un mondo così diverso da quello dell'epoca di san Francesco. "La nostra missione - afferma padre Carvallo - sempre ispirata al Poverello di Assisi avviene tra gli uomini di oggi, mettendo al centro gli altri e non sè stessi, in un atteggiamento di simpatia per il mondo, cercando di comprendere e rendersi comprensibili ad ogni popolo e ad ogni cultura. Tale impegno assume spesso la forma della partenza per altri paesi, per vivere tra uomini di altre lingue e culture e rendere presente a tutti il dono del Vangelo. L'evangelizzazione assume così una spiritualità attenta anche ai valori della giustizia, della pace, dell'integrità del creato e rende i fratelli francescani ponti di dialogo, di incontro, di riconciliazione con tutti al di là delle fedi, delle religioni e delle convinzioni politiche. Questo ci ha insegnato Francesco, questo noi continueremo a fare in suo nome".
Fonte: Orazio La Rocca - Repubblica










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