«NO AL BIPOLARISMO MUSCOLARE» - Fini ha poi ribadito che occorre evitare di rimanere sempre all'interno di «un bipolarismo muscolare nel quale anche una proposta di legge fatta insieme a un deputato del centrosinistra e da uno del centrodestra diventa uno scandalo, un complotto e un inciucio. Dobbiamo rimanere all'interno invece di valori condivisi che possono essere anche votati assieme, valori che si possono riassumere in un patriottismo costituzionale». «Se ci sono proposte coincidenti e valori condivisi è meglio che si facciano riforme tutti assieme. Ricordo che il centrodestra fece una riforma costituzionale a maggioranza nell'altra legislatura che poi, a mio parere sbagliando, fu però bocciata dal corpo elettorale in un referendum». Fini ha anche ribadito «la necessità di rafforzare contemporaneamente i poteri dell'esecutivo e la centralità del Parlamento».
PROCESSO BREVE E IMMUNITA' - Il numero uno di Montecitorio, sollecitato dal direttore del Corriere, Ferruccio de Bortoli, ha anche affrontato il tema della giustizia e esortato a non confondere le norme sul processo breve e la riforma della giustizia (GUARDA il video). Perchè la riduzione dei tempi di durata dei procedimenti, ha sottolineato Fini, è «un intervento che io credo sia giusto per garantire tempi certi ai processi». E quindi «evitiamo di fare confusione». «La riforma della giustizia - ha ribadito - è la riforma della ... Costituzione nella parte che riguarda il sistema giudiziario». Un concetto poi puntualizzato parlando della possibile reintroduzione dell'immunità per i parlamentari : «Quando si parla di ripristinare una vecchia prerogativa che la Costituzione riconosceva ai parlamentari non si parla di riforma della giustizia. È un altro intervento più o meno opportuno. Ritengo che discuterne non sia motivo di scandalo, i deputati europei godono non di un'immunità, ma di una prerogativa che i nostri deputati nazionali non hanno più».
ETICA E CANDIDATURE - Si è parlato anche di etica pubblica, uno dei temi già affrontati nel libro, e Fini ha evidenziato la necessità, da parte del ceto politico, di contrastare i luoghi comuni. Ad esempio «è necessario evitare che ritornino copertine come quelle del Der Spiegel con gli spaghetti e la pistola. Quando decidiamo le candidature evitiamo di candidare chi è indagato, anche se dobbiamo considerarlo certamente innocente fino a prova contraria. È un problema di opportunità e di etica pubblica». Sollecitato da Ferruccio de Bortoli, che pur non citandolo ha ricordato il caso Cosentin , il presidente della Camera ha replicato, riferendosi alle eventuali dimissioni del sottosegretario, : «È un problema interno al governo e attiene alla coscienza delle persone e alla responsabilità dell'esecutivo».
«NON SONO ERETICO» - Il libro di Fini e molte delle sue esternazioni degli ultimi tempi sono state bollage come eretiche o come delle «sorprese» da parte di osservatori dell'area del centrodestra. «A dire che mi sono divertito a vestire i panni dell'eretico, francamente non ci sto - ha detto il presidente della Camera -: non c'è nulla di molto diverso nel libro, da quanto non abbia detto al congresso del Pdl». «Sono un pò meravigliato di tante sorprese e critiche - ha aggunto -: è vero che la memoria è corta, ma chi mi aveva ascoltato un'idea doveva averla»
Fonte: Corriere della Sera









0 commenti:
Posta un commento