sabato 30 gennaio 2010

Caro Chiamparino un cantiere aperto c’è già: è il Pd

Caro Chiamparino, mi rivolgo a te con grande affetto e stima. Basta “aprire cantieri”. Basta “nuovi soggetti politici”. Sono 20 anni che apriamo cantieri. 20 anni che fondiamo nuovi soggetti politici. Un cantiere aperto c’è già. È il Partito Democratico. È stato aperto poco più che due anni fa, su un terreno ingombro di macerie, oltre che di qualche pezzo utile per ricostruire. Erano edifici di grande valore storico, ma sono stati largamente distrutti dai terremoti culturali, economici, sociali degli ultimi decenni. Abbiamo appena eletto, dopo una lunghissima e partecipatissima stagione congressuale, un segretario. Il congresso ha individuato una soluzione. Non l’ha implementata. Abbiamo appena ri-incominciato a scavare per gettare le basi dell’edificio adatto alle sfide, inedite, del XXI secolo. La preparazione delle candidature e dei programmi per le elezioni regionali ha reso visibile il declino morale ed intellettuale di troppi segmenti del nostro partito. Non solo sul territorio. Anche a livello nazionale.
Non è questione di mozioni. Il morto è presente in ogni casa e, in ogni casa, afferra il vivo. È vero, il declino morale ed intellettuale riguarda tutte le classi dirigenti del Paese. Ma, il mal comune non è mezzo gaudio. Anzi, aumenta le nostre responsabilità. Insomma, abbiamo un progetto da definire, scelte fondamentali da fare. Soprattutto, una rigenerazione etico-politica da compiere per rimuovere i personalismi. Classi dirigenti adeguate da formare per recuperare un’autorevolezza collettiva persa spesso nella selezione affidata alla fedeltà alle correnti. Se avessimo le componenti politico-culturali sarebbe un competizione ... interna affascinante e l’amalgama si farebbe. Abbiamo, invece, aggregazioni di micro-poteri , sempre più micro e, per tanto, sempre più agguerriti. Non perdiamo altro tempo. Discutiamo di contenuti. La tua, lo dico con rispetto, è la “generazione tupperware”: nell’incapacità di misurarsi sui contenuti, continua a introdurre sul mercato elettorale nuovi contenitori. La tua è un ipotesi di lavoro. L’on. Rutelli è all’opera. Quello da introdurre è sempre il contenitore decisivo. Intanto, siamo ai margini della vicenda politica italiana. Autoreferenziali. Basta. Parliamo di come intendiamo rigenerare la crescita civile ed economica del Paese, arginare l’emorragia di lavoro, evitare le mille secessioni sociali in atto, riaccendere il senso di appartenenza alla comunità nazionale, costruire il consenso per una strategia riformista. Le potenzialità del PD sono immense. Per favore, basta. Altrimenti disperdiamo anche le residui energie rimaste. Pagherebbe il Paese, non noi.
Fonte: Stefano Fassina - L'Unità

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