mercoledì 30 giugno 2010

Qualcuno avverta Sacconi che ha vinto, e da molti anni.

Il ministro Sacconi si augura che lo sciopero della Cgil abbia prodotto "gli ultimi cortei ideologici". Non smette di sorprendere la tenacia con quale molti ex socialisti (quasi tutti) festeggiano la lunga agonia di quel movimento operaio (ideologico nel suo dna, e direi ideologico perfino indipendentemente dalla propria volontà) del quale sono stati parte cospicua, e senza il quale mancherebbero loro notizie negli archivi storici. Si capisce che la post-ideologia, nella sua confortante vaghezza, sia loro di grande aiuto quando si tratti di spiegare la loro inspiegabile quanto entusiastica militanza nella destra italiana. Si capisce, pure, che il cosiddetto "riformismo" sia legittimatoa non gradire le posizioni della Cgil su Pomigliano e altro. Quello che non si capisce è l' accanimento maramaldesco di chi, passato dalla parte del vincitore, si accanisce contro gli sconfitti. C'è, tra Sacconi e un corteo operaio del 2010, una sproporzione di potere talmente evidente, da rendere quasi inverosimile il risentimento del primo contro il secondo. Per altro: è un dato costante della destra berlusconiana, al potere da vent'anni con brevi interludi, esprimersi con l' astio compresso di chi è minoritario e perdente. Qualcuno avverta Sacconi che ha vinto, e da molti anni.
Fonte: Michele Serra - Repubblica

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