Non è questione di mozioni. Il morto è presente in ogni casa e, in ogni casa, afferra il vivo. È vero, il declino morale ed intellettuale riguarda tutte le classi dirigenti del Paese. Ma, il mal comune non è mezzo gaudio. Anzi, aumenta le nostre responsabilità. Insomma, abbiamo un progetto da definire, scelte fondamentali da fare. Soprattutto, una rigenerazione etico-politica da compiere per rimuovere i personalismi. Classi dirigenti adeguate da formare per recuperare un’autorevolezza collettiva persa spesso nella selezione affidata alla fedeltà alle correnti. Se avessimo le componenti politico-culturali sarebbe un competizione ... interna affascinante e l’amalgama si farebbe. Abbiamo, invece, aggregazioni di micro-poteri , sempre più micro e, per tanto, sempre più agguerriti. Non perdiamo altro tempo. Discutiamo di contenuti. La tua, lo dico con rispetto, è la “generazione tupperware”: nell’incapacità di misurarsi sui contenuti, continua a introdurre sul mercato elettorale nuovi contenitori. La tua è un ipotesi di lavoro. L’on. Rutelli è all’opera. Quello da introdurre è sempre il contenitore decisivo. Intanto, siamo ai margini della vicenda politica italiana. Autoreferenziali. Basta. Parliamo di come intendiamo rigenerare la crescita civile ed economica del Paese, arginare l’emorragia di lavoro, evitare le mille secessioni sociali in atto, riaccendere il senso di appartenenza alla comunità nazionale, costruire il consenso per una strategia riformista. Le potenzialità del PD sono immense. Per favore, basta. Altrimenti disperdiamo anche le residui energie rimaste. Pagherebbe il Paese, non noi.
Fonte: Stefano Fassina - L'Unità




















