venerdì 4 marzo 2011

Camusso (Cgil): «Sciopero generale il 6 maggio» - sull'Unità

Lo sciopero generale della Cgil sarà il 6 maggio. Lo ha annunciato il segretario generale Susanna Camusso, parlando all'attivo dei delegati di Modena.
«La Cgil deve essere quel filo - ha detto la Camusso parlando all'attivo dei delegati modenesi - per cui la nostra mobilitazione tiene aperta la speranza: ogni volta che l'allarghiamo abbiamo rotto un pezzetto di quell'individualismo. Un'organizzazione come la nostra deve immaginare la sua mobilitazione in un tempo lungo. Ma anche in un tempo che è ogni giorno nel rapporto su cosa può succedere col governo, sulla campagna sulla democrazia, nell'idea che sui valori della costituzione, della democrazia, della scuola chiamiamo altri insieme a noi. Non conosco nessun altro modo per farlo che andare giorno per giorno a fare assemblee e ricostruire la motivazione, provare a discutere anche con chi è iscritto a Cisl e Uil. Per questo serve una straordinaria campagna di assemblee nei luoghi di lavoro in vista dello sciopero generale che sarà il 6 maggio».
Ripartono, intanto, le richieste di cassa integrazione a febbraio: le aziende italiane - rileva l'Inps - hanno chiesto all'Istituto di previdenza nel mese l'autorizzazione per 70,6 milioni di ore di cassa integrazione con un aumento del 17,2% rispetto a gennaio, mese nel quale si era registrata una forte frenata. L'Istituto ricorda che il "rimbalzo" era atteso è sottolinea che rispetto a febbraio 2010 si è registrato un calo delle ore autorizzate del 27,3%. Nei primi due mesi dell'anno le ore autorizzate sono state 130,9 milioni a fronte di 178 milioni dei primi due mesi del 2010 con un calo del 26,5%.
A febbraio quindi - segnala l'Inps - sono state autorizzate 70,6 milioni di ore di cassa integrazione alle aziende a fronte dei 60,3 milioni di ore registrati a gennaio mentre a febbraio 2010 ne furono concessi 97,1
milioni. Il dato riguarda il complesso delle ore autorizzate ma per sapere quante ore di "fermo" della produzione saranno effettivamente usate dalle aziende bisognerà aspettare il dato sul "tiraggio" disponibile nei prossimi mesi (per i primi 11 mesi del 2010 è stato leggermente inferiore al 50% sull'autorizzato).
"Si tratta - afferma il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua - di una diminuzione consistente, più di un quarto rispetto all'anno scorso, che conferma i segnali di ripresa nel mondo del lavoro. Ripresa debole forse, discontinua, ma costante: questo è quello che emerge dai numeri della cig". L'Inps segnala che l'industria e l'artigianato sono i settori che hanno drasticamente frenato il ricorso alla cassa integrazione. Sono in lieve flessione inoltre le richieste di cassa in deroga rispetto al 2010. La cassa integrazione ordinaria (cigo) diminuisce del 51% rispetto a febbraio 2010 (19,2 milioni di ore contro 39,1) mentre le ore autorizzate di cassa straordinaria (cigs) si riducono del 17% (da 35,1 milioni di ore nel febbraio 2010 a 29,1 milioni nel febbraio 2011).
La cassa in deroga (cigd) scende del 2,6% (da 22,9 milioni a 22,3 del febbraio 2011). E' diminuita soprattutto la cassa richiesta dalle imprese artigiane (-51,4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente). Nell'industria si registra una forte riduzione degli interventi ordinari (-61,5% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente) mentre per lo stesso strumento aumentano le richieste nell'edilizia (+19,2% su febbraio 2010). Rispetto a gennaio (+17,2% le richieste nel complesso) il rimbalzo più sensibile a febbraio riguarda la cassa in deroga (+23%) mentre la cassa straordinaria cresce del 22,4% e la cassa ordinaria aumenta del 4,6%.
Il diminuito ricorso alla cassa integrazione a febbraio rispetto allo stesso mese del 2010 "indica che la ripresa si sta traducendo nella rioccupazione in primo luogo delle persone che hanno beneficiato di sostegno al reddito mantenendo il rapporto di lavoro". Lo afferma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi in una nota di commento ai dati diffusi oggi dall'Inps sulle richieste di autorizzazione di cassa integrazione a febbraio. "La scelta di utilizzare massivamente gli ammortizzatori sociali - ha detto - non è stata indifferente rispetto ad altre ipotesi di protezione sociale nella crisi. Essa ha consentito coesione sociale e continuità della capacità produttiva. Ora si tratta di accentuare nella dimensione regionale le attività di accompagnamento ad un altro rapporto di lavoro per coloro che si trovano in condizione di esubero strutturale e non hanno quindi speranza di rientro nella precedente occupazione".

Nessun commento: