sabato 26 marzo 2011

Ciascun partito faccia pulizia in casa propria - di Walter Veltroni su Corriere della Sera

Caro direttore,
ora speriamo davvero di non risentire le voci di chi vuol minimizzare, le
scrollate di spalle di chi non vuole guardare in faccia la realtà, le frasi
penose – e purtroppo talvolta anche di autorevoli esponenti delle istituzioni e della politica di centrodestra – di chi parla di allarmismo o afferma che al Nord, in Lombardia la mafia non esiste. La bella, drammatica lettera del procuratore capo di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone pubblicata dal Corriere non può e non deve restare una semplice denuncia. Cosa ci dice il dottor Pignatore? Che la ‘ndrangheta in Lombardia fa affari, scambia capitali, paga parcelle, compra e “alleva” amministratori e politici asserviti alla criminalità. Cosa ci chiede il procuratore di Reggio Calabria? Di reagire, di spezzare il silenzio e l’omertà.
E’ un richiamo severo e ponderato. Dagli arresti di Desio alle ultime manette scattate con l’operazione “Il Crimine” magistratura e forze dell’ordine (insieme, quelle di Reggio e quelle di Milano) stanno squarciando il velo. Sono venuto più volte in Lombardia partecipando insieme a tanta gente a iniziative antimafia, ho scritto di recente sulle pagine milanesi del Corriere. Eppure quel “cono d’ombra” di cui parla Pignatone ho l’impressione non sia ancora del tutto scomparso, c’è una remora a prendere atto di quanto profonde siano le radici messe su questi territori dalla ‘ndrangheta, di quali interessi sia capace di mobilitare. Vedo in questa resistenza due elementi che vanno analizzati e districati. Da una parte sembra che la politica che qui governa cerchi di allontanare i sospetti che le indagini stanno invece mettendo in luce: quando un boss vuole orientare pacchetti di voti verso politici da far crescere prima nelle amministrazioni locali poi in Parlamento, quando sindaci e amministratori vengono arrestati, quando legami tra criminalità e tecnici delle amministrazioni sono provati, allora sottovalutare non è solo sbagliato, è criminale. Dall’altra vedo invece una società che appare stupita, c’è anche il legittimo orgoglio di comunità che credevano di essere lontane dai fenomeni mafiosi e che
faticano a percepire la nuova realtà. Ecco queste due cose vanno separate chiaramente. La politica deve essere richiamata ai suoi doveri perché rischia di essere il punto di vera debolezza.
Ci vuole coraggio, ognuno deve far pulizia in casa propria, gli strumenti
(penso anche allo scioglimento di consigli comunali, quando appaiono inquinati e infiltrati, ai funzionari che vanno rimossi e non premiati se hanno contatti coi clan come è successo nelle Asl lombarde) vanno usati con decisione e senza imbarazzi. La destra e la Lega, che qui sono gran parte delle amministrazioni, facciano finalmente quello che sinora hanno fatto troppo poco o per nulla.La società, i cittadini per bene devono vedere con chiarezza quanto sta avvenendo. Il coraggio di rompere omertà e di impegnarsi per il bene della comunità è una tradizione storica della gente di Lombardia. Il cono d’ombra sulla ‘ndrangheta si allontana: è davvero ora di far luce. E di fare una bella pulizia.

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