venerdì 18 marzo 2011

A Costantino Nigra di Camillo Benso, conte di Cavour

Se domani io entrassi in lotta con Garibaldi, è possibile che avrei per me la maggior parte dei vecchi diplomatici, ma l’opinione pubblica europea sarebbe contro di me, e l’opinione pubblica avrebbe ragione. Poiché Garibaldi ha reso all’Italia i più grandi servigi che un uomo potesse renderle: ha dato agli italiani fiducia in se stessi; ha provato all’Europa che gli italiani sapevano battersi e morire sui campi di battaglia per riconquistare una patria.
Camillo Benso, conte di Cavour
Lettera a Costantino Nigra, Torino, 9 agosto 1860
Archivio di Stato, Torino, «Archivio Cavour»

Così Cavour scriveva — a Costantino Nigra, in francese — del suo grande nemico Garibaldi. La grandezza, l’intelligenza, la nobiltà d’animo del conte sono tali da fargli riconoscere che l’Italia aveva bisogno di entrambi: il genio diplomatico, e quello militare; lo statista, e il condottiero; le élites, e il popolo; la mente, e il cuore.
Aldo Cazzullo - Corriere della Sera

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