venerdì 18 marzo 2011

Discorso in Parlamento di Giuseppe Ferrari

Io vi proposi di fare un’inchiesta affinché una metà della nazione conoscesse appieno l’altra metà, e le due parti della Penisola si unissero fraternamente; mi rispondeste essere l’inchiesta inutile, i mali passeggeri (...). Voi vedrete se il sangue stesso degli uomini giustamente sacrificati onori il giovane regno, il quale sorge pure sulla terra dove Filangeri e Beccaria predicavano umanità, e dove sotto i migliori Governi napoletani si viaggiava sulle montagne coll’oro in mano. Fate voi stessi la vostra inchiesta: vedete se non avete permesso alla reazione di scoppiare, ai briganti di corrompere interi paesi, alle popolazioni di molti luoghi di turbarsi riflettendo all’avvenire promesso dalla nostra rivoluzione.
Giuseppe Ferrari - Atti parlamentari, seduta del 2 dicembre 1861

Il deputato milanese Giuseppe Ferrari, quel 2 dicembre 1861, era furente mentre tuonava al Parlamento di Torino contro la scelta scellerata dell’Italia appena nata. Lui, patriota italiano ma indisponibile al patriottismo ottuso e cieco, aveva già chiaro tutto: era un errore stendere un velo di silenzio sul massacro degli abitanti di Pontelandolfo commesso dai bersaglieri. Un errore liquidare il brigantaggio come una questione di ordine pubblico. Un errore imporre lo Stato (meglio: lo Stato sabaudo) con la forza e la violenza senza tentare di coinvolgere i cittadini nel processo unitario rispettoso delle diversità. Un secolo e mezzo dopo, chi ama l’Italia sospira: ah, se l’avessero ascoltato...
Gian Antonio Stella- Corriere della Sera

Nessun commento: