lunedì 21 marzo 2011

Grazie, zio Giorgio - di Pietro Spataro su L'Unità

Ci voleva un ex comunista a farci riscoprire l'orgoglio di essere italiani, a farci sentire quel sentimento di appartenenza a un Paese che ha una grande storia alle spalle, un misero presente e un futuro (speriamo) migliore e che ha costruito la sua identità grazie al sacrificio di tanti ragazzi che ci fecero risorgere. Non è stata la solita vecchia retorica italica. Questi giorni di festeggiamenti per il 150° dell'Unità ci hanno fatto capire ancora di più che c'è un Paese che vuole il futuro e non si rassegna alle piccole storie ignobili né ai canti secessionisti o alla lenta distruzione delle sue regole e della sua Costituzione. Per tutto questo dobbiamo dire grazie a Giorgio Napolitano, un uomo che ha saputo interpretare con coraggio, con misura e senza "smargiassate" il pensiero di tutti noi. In questi tempi bui, con un governo che passa da un ridicolo all'altro e con una guerra pericolosa alle porte, ci consola sapere che al Quirinale abita un saggio signore, onesto e rigoroso, leale e sincero, che appare l'unica guida stabile e forte di questo Paese. Se ne fosse ancora bisogno è un'ulteriore dimostrazione del segno che l'esperienza della sinistra italiana ha lasciato nella storia del paese. Gente seria, che non gioca a dadi con i cittadini e con le leggi, ma che sa che solo l'unità può renderci forti e rendendoci forti può farci rinascere. Grazie, zio Giorgio.

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