lunedì 21 marzo 2011

Ilaria e Miran, diciassette anni fa Un settimana per non dimenticare - di Carmine Saviano su Repubblica

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin
I nomi di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin portano con sé una scia. Una traccia lunga 17 anni. Una sequenza di indagini, verità non del tutto chiarite, parziali pronunciamenti della giustizia. Una storia, la loro, ancora depositata ai limiti di una zona d'ombra. Dove s'intrecciano rifiuti tossici e traffico d'armi. Signori della guerra e banditi senza bandiera. Affari da non svelare nella Somalia del 1994. Diciassette anni dall'agguato del 20 marzo del 1994. I loro corpi senza vita nel furgone che li portava attraverso il corno d'Africa per girare immagini, scrivere reportage. Per illuminare, attraverso il giornalismo, quella stessa zona d'ombra che poi, in modo feroce e spietato, li ha inghiottiti.
Una settimana di iniziative. La memoria del lavoro di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin è affidata all'associazione che ne porta il nome 1. Un gruppo di persone da anni impegnato in una continua e campagna per non far calare l'attenzione sul caso. E che in occasione del diciassettesimo anniversario dell'omicidio ha dato vita a un fitto calendario di appuntamenti in tutto il Paese. Che dal premio di giornalismo - quest'anno consegnato il 15 giugno - passa attraverso incontri a Roma, Napoli, Cagliari, Genova, Torino, Arezzo. E tante altre città. Il risultato è "Nel nome di Ilaria". Informazione, inchieste, spettacoli. In programma fino al 25 marzo. Luciana Alpi, la madre di Ilaria: "Mi commuove molto sapere che così tante scuole, associazioni, istituzioni e gente comune si ricordino di Ilaria e Miran a 17 anni dalla morte. Mi solleva e mi dà il coraggio di andare avanti".
Verità e giustizia. Tante iniziative. Soprattutto nelle scuole italiane. Tra le tante, quelle del 22 marzo, a Roma nel plesso Ilaria Alpi per la scuola primaria. E a Milano nella scuola comprensiva dedicata alla
giornalista del Tg3. Poi sempre Roma, dove mercoledì 23 marzo nell'aula Magna "Ilaria Alpi" del liceo Tito Lucrezio Caro, si terrà il seminario "Alla ricerca dell'informazione mancata". Per Mariangela Gritta Grainer, portavoce dell'associazione, "ricordiamo Ilaria in primo luogo perché non abbiamo ancora verità e giustizia. E poi perché era una giovane donna, un'appassionata e brava giornalista: un esempio per chi fa informazione e per tutti. E soprattutto in tempi come questi, di esempi positivi c'è davvero bisogno".
Indagini. Testimonianze e documenti sul caso continuano ad arrivare sui tavoli degli inquirenti. "L'associazione Ilaria Alpi segue ora con impegno il lavoro dei magistrati ai quali chiede si faccia presto giustizia: sappiamo tutti che quella di Ilaria e Miran fu una esecuzione, un duplice omicidio organizzato. Restano da individuare i veri colpevoli, esecutori e soprattutto i mandanti", continua Mariangela Gritta Grainer. E per sensibilizzare l'opinione pubblica, l'associazione ha realizzato un appello da sottoscrivere online.
La commissione d'inchiesta. Nuove rivelazioni potrebbero arrivare dalla Commissione parlamentare d'inchiesta presieduta da Gaetano Pecorella. "La principale riguarda proprio il movente del duplice omicidio e coinvolge la figura di Giorgio Comerio, definito un noto trafficante di armi e coinvolto, secondo gli investigatori, in un piano per smaltire illecitamente rifiuti tossico-nocivi". E ancora: "Nella sua abitazione è stato rinvenuto un fascicolo denominato "Somalia" contenente copia del certificato di morte di Ilaria e un dispaccio dell'Ansa sull'assassinio di Ilaria e Miran, insieme a corrispondenze sulle autorizzazioni richieste al governo somalo e ad altre informazioni su siti e modalità di smaltimento illegale di rifiuti radioattivi".

Nessun commento: