lunedì 14 marzo 2011

Infanti democratici di Massimo Gramellini su La Stampa

Il professor Cacciari ha riassunto ai microfoni di Radio 24 la sua lunga esperienza di sindaco di una grande città (Venezia). «La cosiddetta società civile ti invade ogni giorno l’ufficio perché ha la prostituta nel viale, o il casino nel bar sotto casa, o il mendicante, o la strada dissestata... Un esercito di infanti incapaci di arrangiarsi su qualsiasi faccenda umana e terrena. E io rispondevo: va bè, ti faccio l’ordinanza, così smetti di rompermi le palle».
In effetti, nel migliore dei mondi possibili la società civile invade l’ufficio del sindaco per discutere di filosofia o dei grandi temi che riguardano la comunità. Ma nel mondo in cui ci tocca abitare, i cittadini si rivolgono al sindaco come a un amministratore di condominio e rovesciano sul suo tavolo i piccoli affanni della vita quotidiana, che - per il fatto stesso di avvenire davanti al portone di casa - sono quelli che li angustiano di più. Saranno «un esercito di infanti», come li chiama Cacciari. Ma in che modo, di grazia, dovrebbero «arrangiarsi»? Asfaltando da soli la strada dissestata? Abbassando da soli la saracinesca del bar troppo rumoroso? Trovando di propria iniziativa un altro posto o luogo di lavoro alla prostituta e al mendicante? Il volontariato supplisce già a varie carenze istituzionali, ma l’Ufficio Rogne, almeno quello, resta di competenza esclusiva del Comune. Alzare gli occhi al cielo per concepire un grande progetto e poi abbassarli a terra per aggiustare una buca: non sarò un filosofo, ma credo sia questo il segreto di un buon sindaco, oltre che di un buon essere umano.

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