martedì 22 marzo 2011

La Lega chiede il dibattito Le opposizioni: "Irresponsabili" - su Repubblica.it

La Lega chiede un dibattito parlamentare sulla partecipazione italiana alla coalizione di volonterosi che sta imponendo a Gheddafi la risoluzione dell'Onu. Il governo, per bocca del ministro Frattini, parla di "grande accordo nazionale e internazionale", evitando di entrare in polemica con gli alleati del Carroccio. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nega che l'Italia sia entrata in guerra e si appella allo statuto delle Nazioni Unite che consente l'intervento "anche militare" se ci sono violazioni dei diritti umani e della sicurezza delle popolazioni. Il leader del Pd, Bersani e con lui tutte le forze dell'opposizione chiedono "coerenza e responsabilità" al governo, pur appoggiando l'intervento armato.

I pacifisti si dividono tra chi chiede un assoluto cessate il fuoco e la fine di qualsiasi ostilità e chi, pur aderendo a questa linea, ritiene indispensabile garantire la libertà e la vita degli oppositori al regime di Gheddafi. Il Papa, dal canto suo, si appella "a quanti hanno resposabilità politiche e militari perché abbiano a cuore, innanzitutto, l'incolumità dei cittadini".

Tace, invece, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lasciando le dichiarazioni sui problemi aperti nella maggioranza ai suoi ministri.

Napolitano. "Non siamo entrati in guerra, siamo impegnati in un'azione autorizzata dal consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite", ha detto il presidente della Repubblica. "Inutile ripetere cose che tutti
dovrebbero sapere - ha proseguito il capo dello Stato - la carta delle Nazioni Unite prevede un capitolo, il settimo, il quale nell'interesse della pace ritiene che siano da autorizzare anche azioni volte con le forze armate a reprimere la violazione della pace".

Benedetto XVI. Parole molto accorate sulla crisi libica sono state pronunciate questa mattina da Benedetto XVI che, pur non entrando nelle valutazioni che hanno portato all'attacco aereo di ieri, si è rivolto "a quanti hanno responsabilità politiche e militari, perché abbiano a cuore, anzitutto, l'incolumità e la sicurezza dei
cittadini e garantiscano l'accesso ai soccorsi umanitari". "Alla popolazione - ha detto parlando dopo l'Angelus - desidero assicurare la mia commossa vicinanza, mentre chiedo a Dio che un orizzonte di pace e di concordia sorga al più presto sulla Libia e sull'intera regione nord africana".

Bersani. "La diplomazia berlusconiana fatta di personalismi ha sbilanciato largamente la nostra politica estera. Anche altri hanno avuto rapporti con Gheddafi, ma nessuno lo ha fatto come l'Italia, mettendosi in una situazione di subalternità", ha sottolineato il segretario del Pd. Secondo Bersani adesso "sarebbe meglio che i vari ministri stessero zitti e il governo parlasse con voce univoca, nelle commissioni parlamentari competenti, per definire meglio il nostro profilo in questa vicenda".

Buttiglione. "Noi appoggeremo il governo in questa fase come abbiamo sempre fatto nei casi di politica estera, di interventi umanitari e di interesse nazionale. Ma c'è da dire che un governo non può non avere la maggioranza in politica estera: se al voto mancheranno come si annuncia la Lega Nord e Iniziativa Responsabile, sarà legittimo prendere atto dell'assenza della maggioranza anche in questo campo e chiedere le dimissioni del Governo", ha spiegato il presidente dell'Udc, bollando come "paradossale" la posizione del Carroccio sull'intervento in Libia.

"E' propaganda paradossale quella della Lega - dice Buttiglione - che parla di milioni di profughi a causa dei bombardamenti in corso in Libia. E' chiaro che l'unico modo per prevenire ondate di profughi - conclude - è quella di operare per ripristinare al più presto in Libia pace, democrazia, libertà e sviluppo, obiettivi che devono essere ben chiari a chi opera i raid internazionali".

La Lega. "La posizione della Lega è quella indicata da Roberto Calderoli in Consiglio dei ministri. Sulla vicenda libica chiediamo che si svolga una discussione in Parlamento". E' quanto si limita a sottolineare Stefano Stefani, presidente della commissione Esteri della Camera.

Fli. Italo Bocchino, vicepresidente del Fli, ha rimproverato al governo di essere sceso in campo tardi. "L'Italia doveva fare di più, doveva guidare la coalizione, non tentennare come hanno fatto La Russa e Frattini". Adesso, ha aggiunto, "rischiamo di essere l'albergo a ore della coalizione internazionale".

Rutelli. "L'improvvisazione e la confusione in seno al governo e alla maggioranza proiettano guai per il nostro paese. Va ritrovata una coesione nazionale di fronte ai rischi che si possono aprire anche per il nostro paese". dice il segretario di Alleanza per l'Italia.

D'Alema. "La comunità internazionale è intervenuta per proteggere la popolazione civile, non per sconfiggere Gheddafi", ha detto il presidente del Copasir. D'Alema ha sottolineato la necessità che "accanto all'azione militare si lavori per un cessate il fuoco, per una transizione pacifica" anche perchè "se si rompe il consenso" ha detto riferendosi agli scricchiolii in seno alla Lega araba, "tutto diventa più difficile".

Massimo D'Alema ha stigmatizzato "l'inadeguatezza" e le "divisioni" del governo nell'affrontare la crisi libica. "Credo che in un momento così delicato la confusione e le polemiche non aiutino e non vorrei unirmi", ha detto, "ma è del tutto evidente che il governo è inadeguato, è diviso".

Gasparri. "D'Alema abbassi le penne - dice il presidente dei senatori del Pdl - Lo ricordiamo da ministro degli Esteri passeggiare in Libano con esponenti del peggiore fondamentalismo islamico. Non ha lezioni da dare. Il governo italiano ha ben difeso in questi anni l'interesse nazionale e, anche in questo frangente molto difficile, è protagonista sulla scena internazionale. D'Alema fu giudicato lui inadeguato quando la sua storia personale gli impedì di diventare ministro degli Esteri della Ue per volere delle sinistre europee, nonostante il generoso sostegno di Berlusconi".

La Russa. Il responsabile della Difesa, dal canto suo, nega tensioni con il Carroccio: "La Lega - spiega - non ha frapposto ostacoli all'attività di governo e Parlamento". Anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini rassicura: "Spiegheremo agli amici del Carroccio che le loro preoccupazioni troveranno una risposta", afferma convenendo sulla "ipotesi del ministro Calderoli di un blocco navale che serva anche da deterrente ai flussi migratori".

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