venerdì 18 marzo 2011

Le nostre centrali con la cupola disegnata dal Brunelleschi - di Francesca Fornario su L'Unità

Mentre l’Europa frena sul nucleare, il governo Italiano annuncia che andrà avanti con la costruzione delle nuove centrali. Nuove si fa per dire: le centrali che ci accingiamo a costruire sono così obsolete che la cupola dei reattori l’ha disegnata il Brunelleschi. Non c’è nemmeno il timer. Ma c’è una meridiana. Dopo un costruttivo confronto con Bertolaso («Silvio, hai detto scorie radioattive?! Ma se non sappiamo smaltire nemmeno i mozziconi delle sigarette!»), Berlusconi ha concluso che il nucleare «Non è pericoloso». Non so voi, ma io preferirei ascoltare un altro parere: per lui non era pericoloso nemmeno assumere come domestico un mafioso pluriomicida che gli faceva saltare le bombe in giardino. Per l’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, il nucleare deve andare avanti, nonostante il disastro giapponese: «Non bisogna reagire in maniera emotiva». Glielo ha detto il suo oroscopista. Anche se un paio di scienziati sostengno che non bisogna essere pregiudizialmente contrari al nucleare (e nemmeno pregiudizialmente contrari alle tangenti), gli altri hanno tentato invano di spiegare a Berlusconi che l’Uranio, purtroppo, si esurisce in 60 anni. Dopo, vorrà passare alla fissione del Viagra. Il premier ritiene di aver individuato un posto sicuro per lo stoccaggio delle scorie potenzialmente esplosive: è in via Olgettina. C’è da dire che se dovesse esplodere un reattore da noi non se ne accorgerebbe nessuno: il Tg1 titolerebbe «Boom di presenze alla Fiera del Broccolo Lesso» e Tremonti negherebbe l’evidenza: direbbe che non è vero che l’uranio si è impoverito. Inoltre, se una delle nostre centrali dovesse crollare, il Governo ha già pronto un rimedio efficace: le dimissioni di Bondi. Io comunque sto tranquilla perché so che tanto, in Italia, le centrali nucleari che dovrebbero vedere la luce nel 2020 non si faranno mai. Con i tagli all’università, altro che scindere l’atomo: nel 2020 i laureati in ingegneria sapranno a stento aprire una noce.

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