martedì 8 marzo 2011

Sei condannato? Allora ti candido - di Antonello Caporale su Repubblica

Alberico Gambino
Più mi condanni e più faccio carriera. La breve storia di Alberico Gambino, sindaco supervotato della città di Pagani, in provincia di Salerno, si sviluppa nella relazione direttamente proporzionale tra la quantità di processi ed accuse pendenti sul suo capo e la prosperità del suo conto elettorale. A ogni capo di imputazione aggiunto, a ogni certificazione di una condotta illecita e penalmente responsabile, corrisponde un passettino in avanti della breve ma gloriosa carriera politica del signore in questione.
Siamo a Pagani, città dell’agro nocerino sarnese sfregiata dalla camorra, umiliata e offesa da un controllo totale sulla vita civile ed economica. Arresti e agguati, sangue quotidiano. In questa città difficile viene eletto sindaco nel 2002 Alberico Gambino. E’ il più amato di tutti. Vince le comunali, e poi nel 2004 le provinciali, e viene rieletto nel 2007 di nuovo primo cittadino con il 76,71% delle preferenze. Il più votato d’Italia del Popolo delle libertà, incorniciato sulla poltrona di Porta a porta dalle telecamere di Bruno Vespa.
Quando finisce nei guai però per spese realizzate attraverso la carta di credito del municipio, pranzi e cene e viaggi, Gambino riscuote la solidarietà generale e vari apprezzamenti politici. Il presidente della provincia di Salerno, un ex carabiniere piuttosto inflessibile, l’onorevole Edmondo Cirielli (sì, lui, il padre di una delle tante leggine ad personam) che coniuga il lavoro parlamentare con l’incarico amministrativo, gli chiede una consulenza nel delicato settore del turismo, affidandogli l’incarico di assessore-ombra. Perfetto. Nel 2008 arriva la sentenza di condanna a un anno e sei mesi e sospensione immediata dagli incarichi pubblici per diciotto mesi. Gambino ricorre in appello e il 26 febbraio del 2010 i giudici decidono: condanna confermata, pena ridotta di appena venti giorni.
Bellissima notizia! Infatti la sera stessa Nicola Consentino, responsabile regionale del Popolo della libertà della Campania, che ha sul groppone un mandato d’arresto (richiesta negata dal Parlamento) gli propone, per festeggiare, di fare un passo avanti e candidarsi finalmente al consiglio regionale.
Gambino accetta con entusiasmo, e sebbene sia chiaro che la legge gli inibisce di sedere in consiglio, il popolo entusiasta lo conduce su quella poltrona con 27.194 preferenze, nel cerchio magico degli invincibili. Gambino, eletto ma interdetto, ringrazia.
Ci sono altre vicende giudiziarie che incombono (abuso d’ufficio, lottizzazione abusiva eccetera) che forse risulteranno decisive per il prossimo salto nell’agone politico nazionale. Volete che uno come Gambino non sia eletto deputato?

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