lunedì 28 marzo 2011

Un finto rivoluzionario, un grande restauratore. - di Michele Serra su Repubblica

Giusto che ci si indigni o ci si interroghi (a seconda del grado di esasperazione raggiunto) sulla nomina a ministro di una persona sotto inchiesta giudiziaria. Ma dovrebbe suscitare un clamore almeno pari il fatto che questa persona non abbia alcuna competenza in materia. Stiamo parlando, ovviamente, del neoministro dell´Agricoltura Romano, messo lì solo perché "in quota" ai Responsabili. Non è una novità: percorrendo a ritroso l´albo dei ministri dell´Agricoltura, si scopre che pochissimi (a occhio solo tre: De Castro, Diana, Marcora) erano persone del settore. Per forza: se la logica è usare le cariche pubbliche per sistemare equilibri politici, e per sfamare gli appetiti degli alleati, diventa oggettivamente impossibile procedere per competenze e per merito.
È forse questa – più di ogni altra – la vera "questione morale". Strutturalmente immorale è una politica che non parte dalla gestione del problema, ma dalla gestione dei gestori. La società (cioè noi) ne esce degradata a puro pretesto per la spartizione del potere. Il merito e il talento, che ci dicono essere il vero motore delle società di mercato, scompaiono di scena. Il vero peccato capitale di Berlusconi non è Ruby. è avere perpetuato, ai peggiori livelli, il "teatrino della politica" tanto deprecato. Un finto rivoluzionario, un grande restauratore.

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