martedì 31 maggio 2011

Maroni: «È stata una sberla» - su Corriere della Sera

«È stata una sberla, serve una riflessione». Questo è il primo commento del ministro dell'Interno, Roberto Maroni alla vittoria milanese di Giuliano Pisapia. «O si dà un colpo d'ala, anzi di frusta, nella ripresa dell'azione di Governo o si rischia di non dare una risposta al voto di oggi», dice il ministro a margine degli incontri bliaterali Italia-Romania. E la risposta il ministro è pronto a darala: «Si reagisce a una sberla con un programma per i prossimi 24 mesi». Secondo l'esponente della Lega, inoltre, non dovrebbe essere necessario («non credo») un aggiustamento alla squadra di Governo. Maroni riconosce che «il risultato dei ballottaggi non è esaltante nè per il centrodestra nè per la Lega». E aggiunge: «Ora dobbiamo riprendere la leadership, sui territori che avevamo e si è appannata»
FINE DELLA "CORSA SOLITARIA" - Il dato elettorale non può far piacere alla Lega. Umberto Bossi, lascia la sede federale di via Bellerio senza parole. La sala stampa si chiude con le dichiarazioni del ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, l'unico che si è presentato ai giornalisti per analizzare il responso delle urne a nome della Lega Nord. La corsa solitaria ha clamorosamente fallito e il Carroccio ha pagato caro il bacio con il Pdl. Ma Roberto Calderoli, non perde lo spirito di squadra. «Quando si vince si vince tutti assieme così quando si perde», ha commentato sostenendo l'unità della squadra anche dopo la batosta elettorale. Alla Lega, con il secondo turno, resta un solo sindaco tra i comuni sopra i 15 mila abitanti: Attilio Fontana, a Varese. Tutti sconfitti tra il primo e il secondo turno i nomi indicati dal Carroccio. Negativo al ballottaggio per la Lega il responso delle urne di Rho e Desio. Non è passata a Nerviano. E bruciante la sconfitta a Gallarate. Erano stati esclusi al primo turno anche i candidati leghisti per San Giuliano Milanese e Cassano d'Adda nel bergamasco.
POLEMICHE SUI FURTI D'AUTO - Il consigliere comunale della Lega Nord, Matteo Salvini cerca le giustificazioni della vittoria del centro sinistra a Milano. La vittoria di Giuliano Pisapia è stata un voto contro il premier Silvio Berlusconi da parte della sinistra. Il primo esponente del Carroccio commenta la sconfitta della ...
sua parte politica al ballottaggio, che candidava col Pdl il sindaco uscente Letizia Moratti. «La Lega ha fatto di tutto e di più, gli elettori sono sovrani», ha detto Salvini. «Prendiamo atto del voto. Saremo un'opposizione costruttiva, vediamo cosa saprà fare la sinistra».
Secondo Salvini, ad allontanare i milanesi dalle urne sono state le «polemiche del passato sui furti d'auto e le Br» e l'aver definito «i giudici un cancro da estirpare». «Il voto è sovrano - ha continuato - prendiamo atto voto dei milanesi e lo rispettiamo. L'opposizione non spaventa la Lega, marcheremo a uomo Pisapia». A chi lamenta lo scarso impegno del Carroccio risponde: «Abbiamo fatto di tutto e di più con mezzi infinitamente minori rispetto a Pd e Pdl». E ricorda il risultato del Comune di 5 anni fa: «Il Pdl prese 250 mila voti, la Lega 22 mila. Oggi il Pdl prende 170 mila voti, la Lega 60 mila. Il Pdl ha perso 80 mila voti. Detto questo- conclude- quando si perde, si perde tutti insieme, l'opposizione non ci fa paura».
LE PROTESTE DEL POPOLO DELLA LEGA - Anche su Radio Padania irrompe tutta la delusione dell'elettorato della Lega per i risultati elettorali. Un risultato però abbastanza atteso, al punto che l'emittente ha iniziato la trasmissione per commentare i risultati del ballottaggio con «Bandiera Rossa» per aggiornare «la scelta musicale in base al sentimento popolare», ha spiegato, ironicamente, il conduttore. In un secondo momento l'emittente ha trasmesso anche l'inno dell'ex Unione Sovietica e poi «l'Internazionale».
Tra gli interventi degli ascoltatori, emergono la delusione per il risultato e le critiche anche dure per come è stata portata avanti la campagna elettorale da parte del centrodestra, in particolare dal Pdl e da Berlusconi, che i leghisti accusano di essere la vera causa della sconfitta. «Attaccare Pisapia e dopo chiedergli scusa, poi l'annuncio che saranno tolte le multe per i milanesi: sono errori che si pagano», afferma un ascoltare. «Più che una sconfitta della Lega - rincara un altro leghista - è una sconfitta di Berlusconi e del Pdl. Il ciclo del berlusconismo è finito, non ha più presa, ha fatto mille promesse, ma non ha portato a casa nessun risultato». E ancora: «Berlusconi aveva promesso una riduzione delle tasse e invece dobbiamo lavorare un giorno in più per pagarle. Poi lo scandalo del bunga-bunga: noi non siamo fatti così». Altri ascoltatori invece si sono esercitati nel dipingere scenari terrificanti per Milano in seguito alla vittoria di Pisapia. «Preparatevi all'invasione di zingari e gente simile», ha dichiarato un ascoltatore cui gli ha fatto eco un altro leghista: «vedremo tanti bei bambini adottati da mamme che si chiamano Mario e i cittadini extracomunitari con il diritto di voto». Solo un ascoltatore è riuscito a dare un messaggio ottimista: «chi vince le amministrative in grandi città, come Napoli e Milano, perde poi le elezioni nazionali perché le città grandi sono difficili da amministrare e gli elettori si lamentano sempre di chi amministra».
«L'ULTIMO DEI MOHICANI» - Il voto si è tradotto in una debacle della Lega: sconfitta a Novara, sconfitta alla provincia di Mantova, sconfitta anche al Comune di Rho e a quello di Desio, dove al primo turno si era presentata in solitaria spuntando il ballottaggio. E anche il «laboratorio Gallarate», dove la candidata leghista era rimasta esclusa dal ballottaggio riservato al pidiellino Bossi e al democratico Guenzani, va al centrosinistra. Tiene solo il comune di Varese, con la conferma di Attilio Fontana. Che dopo la rielezione per il secondo mandato scherza con i fedelissimi: «Sono l’ultimo dei mohicani, miei cari, qui è cambiato il vento…», dice. Il sindaco uscente ha vinto il ballottaggio di Varese con il 53,89% dei voti. La sua avversaria Luisa Oprandi (Pd, Idv, Sel, lista civica Varese&Luisa) ha perso con il 46,11% dei voti; ha però recuperato 16 punti rispetto al primo turno. Umberto Bossi dunque la sola consolazione è quella di aver tenuto la città natale, quella Varese dove pure l'uscente Fontana era stato costretto al ballottaggio dal candidato del centrosinistra, contro ogni pronostico. Una consolazione che non vale per Silvio Berlusconi: il nuovo sindaco di Arcore è di centrosinistra. Rosalba Colombo, sostenuta da Pd, Idv, Udc, Sel e Rifondazione comunista, ha battuto al ballottaggio il candidato di centro-destra Enrico Perego con 56,65% dei voti contro 43,34%.

Nessun commento: