domenica 29 maggio 2011

"Sarò autonomo dai partiti e abolirò le liti sulle poltrone da qui un messaggio all´Italia" - di Oriana Liso su Repubblica

Davanti a "Il meraviglioso mondo di Pisapie", video ironico messo sul web (un incubo metropolitano che si conclude, ovviamente, con un furto d´auto), Giuliano Pisapia ride di gusto: «E pensare che ero uno stimato professionista...» Una risata li seppellirà? Nello studio dell´avvocato tutti i condizionali restano d´obbligo, ma quella chiave dell´ironia, lui, la rivendica. «Abbiamo dimostrato che Milano non ha paura delle paure, e sa rispondere a chi vuole spaventarla non solo con il ragionamento, ma anche ridendo, ridicolizzando gli argomenti usati contro di me, contro di noi».
In realtà, avvocato Pisapia, non avete solo riso. Avete anche querelato.
«Se avessi fatto una querela per ogni manifesto, per ogni dichiarazione diffamatoria, con i risarcimenti coprirei i costi della campagna elettorale. Ma io ho sempre distinto il piano politico, nonostante gli insulti, dalle scorrettezze e dagli episodi che creano volontariamente tensione. A questi soltanto ho risposto denunciandone la pericolosità».
Ora, però, ci sarà poco da ridere: da martedì, se dovesse vincere, dovrà affrontare la questione della giunta. Glielo chiedono in tanti: come farà a tenere assieme senza liti il centro e la sinistra, i moderati e i radicali?
«Ci riusciremo perché già le basi di questa esperienza sono diverse dal passato, da quelle vicende in cui il centrosinistra ha calato dall´alto non solo candidature, ma anche coalizioni di partiti. Qui, questa volta, la scelta è partita dal basso sin dalle primarie, che sono state un formidabile strumento di coinvolgimento e di unione. E vorrà dire qualcosa se tutti e tre gli altri candidati alle primarie del centrosinistra hanno dato e continuano a dare il loro contributo durante la campagna elettorale».
Quindi lei assicura: niente liti per le poltrone, niente manuale Cencelli, niente posizioni opposte sul governo della città?
«Mettiamola così: stiamo dimostrando già ora che esiste un modo diverso di fare politica. E io ho dimostrato in molte occasioni di avere mantenuto l´autonomia anche dai partiti, con cui ho lavorato in armonia. Chi non ...
l´avesse capito – o chi non vorrà capirlo in futuro – dovrà mettere in conto di raccogliere il dissenso dei suoi stessi elettori. I primi a non ammettere liti e lotte sarebbero loro, visto che in questi mesi i cittadini hanno dimostrato chiaramente di voler contare».
Proviamo con il toto-nomi. Si parla dell´ex ad di Unicredit Alessandro Profumo alla guida di una holding che controllerà le partecipate.
«Non ho parlato con Profumo, e comunque tengo fede all´impegno di non fare nomi se non quando e se dovrò fare una squadra. Ma la holding è un progetto serio, la mancata sinergia tra le partecipate del Comune è inammissibile».
Se anche dovesse vincere lei, Pisapia, dovrà lavorare con Letizia Moratti? Il sindaco uscente resta, infatti, commissario straordinario di Expo. Ha senso?
«È chiaro che spetterà al governo, oltre che alla stessa Letizia Moratti, decidere cosa fare. Quello che mi auguro è che ogni decisione abbia come obiettivo il successo di Expo. Io – nonostante la mia visione diversa dell´evento – lavorerò con tutti per questo risultato e sono pronto a prendere gli impegni necessari. Ricordo che nella mia giunta ci sarà un assessorato dedicato solo ad Expo. E conto molto anche sulla collaborazione con l´amministratore delegato Giuseppe Sala: so che è un manager di alto profilo, una persona di valore. Gli chiederò di partecipare attivamente alle scelte per la città».
Nei giorni scorsi lei ha rilanciato una proposta della Lega, quella di spostare la Consob a Milano. Mano tesa al Carroccio?
«Voglio essere chiaro: non c´è nessuna apertura nei loro confronti, anche se alcuni esponenti della Lega come Matteo Salvini, pur mantenendo posizioni distanti, dicono ora che se sarò eletto sarò il sindaco di tutti. Registro che la differenza tra Pdl e Lega – negli ultimi giorni – è fortissima: per i primi c´è solo scontro, per gli altri confronto, sia pur duro. Io guarderò alla validità delle idee, non alla provenienza».
Chi è stato il suo avversario, in queste elezioni: la Moratti o Berlusconi?
«La Moratti, senza dubbio. Se fosse stato il premier sarebbe stato più facile: visto che ha impostato la sua campagna sulla giustizia, e visto che di questo mi occupo da una vita, sarei stato più credibile di lui».
Lei parla da sindaco. Ma se lunedì non dovesse vincere?
«Resterò in consiglio comunale. E lavorerò per far crescere una nuova classe dirigente della sinistra, mettendo a frutto l´entusiasmo dei giovani».
Se cambia il vento a Milano cambierà anche a Roma?
«Milano può ritornare un esempio e un punto di riferimento importante. E la vittoria sarà un segnale forte per l´Italia. Questi mesi sono stati un incantesimo. Che, sono certo, non si romperà a mezzanotte».

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