martedì 31 maggio 2011

Trieste volta pagina, trionfa Cosolini - su La Stampa

Roberto Cosolini
Trieste volta pagina. E si affida a Roberto Cosolini, candidato del Centrosinistra, dopo dieci anni di "assoluto" dominio del Centrodestra e del suo interprete più autentico ed efficace, Roberto Dipiazza, per tanti anni anche il sindaco più amato dai triestini.
L’ex assessore della giunta regionale di Riccardo Illy ha sicuramente vinto per il suo programma e perchè è riuscito a convincere i triestini con una campagna elettorale ’rione per rionè, ma non c’è dubbio che ha potuto contare anche sulle divisioni, prima, e sullo sfarinamento, poi, del fronte opposto. Qui più che altrove, infatti, il Centrodestra si è presentato diviso e lacerato da beghe infinite alle elezioni.
Che cosa non ha funzionato nel Centrodestra cittadino? Che cosa non ha girato nell’entourage dello sfidante Roberto Antonione, già presidente della regione Friuli Venezia Giulia ed ex sottosegretario di stato agli Affari esteri? Tante cose. Innanzitutto la candidatura, che è giunta proprio all’ultimo istante utile, con un Centrodestra dilaniato dalle "faide" tra l’uscente Dipiazza e il leader storico del Pdl di Trieste, il senatore Giulio Camber, che aveva proposto un altro candidato poi ritiratosi. Poi, forse, sono venuti meno alcuni appoggi interni al partito che non hanno certo favorito Antonione in campagna elettorale. Infine non è stato possibile in una settimana "ricucire" quello che era stato rotto e distrutto negli anni e nei mesi precedenti.
Alla fine solo la Lega Nord si è apparentata con il Pdl, ma per Antonione non è stato sufficiente. Dipiazza lo aveva detto e ripetuto in campagna elettorale: «con me e Antonione contro Camber, dobbiamo ’liberarè la città». Ma l’appello non è stato accolto dall’elettorato di Centrodestra che ha anche disertato le urne (95.363 elettori al ballottaggio contro i 104.830 del primo turno) e per Antonione non c’è stata partita. Cosolini, insomma, non ha dovuto fare granchè nel senso che il terreno gli è stato dissodato dagli stessi avversari. Ora avrà cinque anni di tempo per realizzare il programma che lo ha portato alla vittoria e che punta sulla valorizzazione del porto, sullo sviluppo del turismo e del settore secondario. Per contro il centrodestra dovrà riflettere sulle proprie divisioni. Se proseguirà così - con tre capoluoghi su quattro e due province su quattro al Centrosinistra - sarà a rischio anche la Regione per la quale si voterà nel 2013.

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