domenica 5 giugno 2011

Effetto elezioni: Pdl si ammoscia Boom del Pd: è primo partito - su L'Unità


Il sorpasso è avvenuto. Nonostante tutto il gotha del Partito delle Libertà si fosse premurato di ricordarlo, e tra questi il governatore della Lombardia Roberto Formigoni che nell’ultima trasmissione di Ballarò si è speso nel rammentarlo a tutti gli ascoltatori, l’effetto elezioni c’è stato. Il partito di Berlusconi non è più in testa. Secondo un sondaggio riservato commissionato dal Pd, che è pur sempre il diretto concorrente ed è bene sempre ricordarlo, il Pdl sarebbe in caduta libera. La vittoria di Pisapia (fortemente sostenuto dal partito di Bersani), quella di Fassino, Merola, hanno ridato fiato ai democratici. Che per la prima volta da molti mesi a questa parte sono risaliti sopra quota 29.
Questo, dunque, il raffronto: il partito democratico si attesterebbe a quota 29.2% mentre quello del presidente del Consiglio navigherebbe attorno al 27,5%. Quasi due punti percentuali di distacco. Fino a qualche tempo fa una chimera solo ipotizzarlo. Berlusconi pur cedendo molta strada, si partiva dal 38% delle ultime elezioni politiche (dato che includeva però anche l’ex partito di Gianfranco Fini), nonostante gli scandali era sempre una ruota avanti. Ma nell’ultima volata il Pd ha preso la scia ed è passato. E come spesso accade, nei sondaggi non si guarda solo alla fotografia pura e semplice del risultato ma alla tendenza che si registra. E quella del Pd è in crescita (+0,8%) mentre quella del Pdl è in forte discesa (-1%).
Tant’è che all’interno del partito di Berlusconi si sta pensando a come poter risalire la china. Una delle possibili soluzioni che il neo segretario Angelino Alfano sta vagliando è quella di ricorrere alle primarie per la scelta del leader. Se fosse vero una piccola e ma significativa rivoluzione. Che, parrebbe, potrebbe stare bene anche a Re Silvio a patto che «non siano infiltrate», sporcate, cioè, dai soliti comunisti. «Ci stiamo già preparando, Berlusconi sia preoccupato» ha ribattuto ironicamente il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Che ieri ha ricevuto un attestato di stima persino da Arturo Parisi: «Per un confronto politico e per condividere una ...
 responsabilità di governo avrei difficoltà a trovare una persona migliore di Bersani». Anche se poi ha aggiunto: «È proprio lui a ricordarci che vuole essere considerato espressione di una squadra, di una ditta, di un storia collettiva più antica» Non si può avere proprio tutto.

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