giovedì 2 giugno 2011

Nucleare: il referendum si farà - su Corriere della Sera

Il referendum sul nucleare si terrà il 12 e 13 giugno insieme ai due sulla privatizzazione dell'acqua e a quello sul legittimo impedimento. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza presentata dell'Idv che chiedeva di trasferire il quesito sulle nuove norme votate nel decreto legge Omnibus. La richiesta di abrogazione rimane quindi la stessa, ma invece di applicarsi alla precedente legge si applicherà alle nuove norme (art. 5, commi 1 e 8) e dovrà essere modificato il quesito. La Suprema Corte ha stabilito a maggioranza quindi che le modifiche apportate dal governo alle norme sull'energia nucleare non precludono lo svolgimento del referendum.
APPLAUSI - Alla notizia della sentenza i manifestanti di Verdi e Italia dei valori davanti alla sede della Cassazione hanno brindato e applaudito. Soddisfazione da parte dell'avvocato Gianluigi Pellegrino, legale del Pd. «Si afferma la forza serena della Costituzione contro il tentativo giuridicamente maldestro di raggirare il corpo elettorale, cioè 40 milioni di cittadini».
COMMENTI - «Le furberie alle spalle degli italiani non passano», è stato il commento del Comitato Vota sì per fermare il nucleare. «La Cassazione riconsegna nelle mani dei cittadini il diritto a decidere sul nucleare e del proprio futuro». «Metteremo il massimo impegno affinché si raggiunga il quorum», ha aggiunto il segretario Pd, Pier Luigi Bersani. «Ha vinto la democrazia», si è espresso il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. «Il problema ora è capire chi paga il costo di tutto questo. E io credo che lo debba pagare chi ci ha portato a questa situazione con un provvedimento truffa». «Nessuno può aggirare la legge», dice il lapidario commento di Antonio Di Pietro. «Il governo e la sua maggioranza asservita si sono dati la zappa sui piedi». Il leader Idv spiega che la memoria difensiva presentata dall'avvocato Alessandro Pace in Cassazione è stato «l'asso nella manica» per dare il via libera al referendum. «È un atto di rispetto nei confronti degli elettori e delle elettrici», afferma il presidente nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, Nichi Vendola. «La Cassazione ha chiarito una volta per tutte che lo spirito referendario non può essere aggirato con norme strumentali che entrino in conflitto con i principi ispiratori dei quesiti», ha affermato Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia. Martedì l'associazione ambientalista aveva presentato alla Suprema Corte una memoria che richiamava precedenti sentenze della Corte Costituzionale in materia di rinvio dei ...
referendum. «È giusto andare a votare a prescindere da quanti sono i quesiti», si è limitato a dire il presidente della Camera, Gianfranco Fini. «Futuro e libertà invita tutti gli iscritti alla partecipazione attiva alla consultazione, lasciando agli stessi piena libertà di coscienza sui quesiti proposti», dichiara in una nota il vice presidente di Fli, Italo Bocchino.
IL CASO DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO - Lucio Malan, senatore del Pdl, affermando di non riuscire a capire «come si possa votare per abrogare norme che non esistono più», solleva però un problema di diritto. Gli italiani residenti all'estero hanno già ricevuto il plico contenente le schede per votare ai referendum, tra queste anche quella sul nucleare che la Cassazione però ha indicato che deve essere modificata. «Gli italiani all'estero hanno votato e votano su un quesito diverso da quello che sarà votato in Italia», ha affermato Malan. Infatti le schede devono arrivare ai consolati entro le ore 16 di giovedì 9 giugno e molti hanno già inviato i plichi. Secondo Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo Economico,  la decisione della Cassazione «è un mostro giuridico e costituzionale».
ROMANI - Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha espresso «assoluto stupore» per il parere della Cassazione e ha lanciato l'allarme per un «vuoto normativo sulla costruzione del futuro energetico del Paese».
AGCOM RICHIAMA RAI SUI REFERENDUM - Richiamo dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni alla Rai affinché collochi i messaggi autogestiti sui referendum in modo da «garantire l'obiettivo del maggior ascolto, come previsto dalle disposizioni vigenti». Lo ha deciso oggi la commissione Servizi e Prodotti dell'organismo di garanzia, che ha ritenuto «non conforme ai principi del regolamento» sulla par condicio la collocazione in palinsesto dei messaggi finora attuata dalla Rai. «Garantire il massimo dell'informazione, anche con approfondimenti nelle trasmissioni di massimo ascolto senza escludere trasmissioni ad hoc da organizzare in prima serata», chiede in una nota la radicale Emma Bonino.

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