sabato 29 ottobre 2011

Diamo voce a schede bianche e voti annullati - Ciro Ramaschiello

Ho sempre pensato che la Democrazia attraverso il voto dovesse dare voce alla volontà espressa da tutti quelli che lo esercitano e non solo a quanti esprimono una preferenza. E' comprensibile lo spirito di quanti votando scheda bianca o annullando il voto, denunciano un malcontento nei confronti di partiti e candidati, dai quali non si sentono rappresentati e che pertanto non si sentono di sostenere.
Questi cittadini non sono rimasti a casa, non hanno rinunciato al loro ruolo di elettori ma hanno sentito il dovere civile di comunicarlo attraverso l'unico strumento democratico a loro disposizione cioè il voto nullo, col quale hanno inteso trasmettere un messaggio univoco: «Non mi sento rappresentato da questi partiti e/o da questa classe politica, ma credo in queste Istituzioni».
Diversamente dai cittadini che disertando le urne ne occultano le motivazioni (menefreghismo, nichilismo, disprezzo perla classe politica, ecc.). Inoltre, siccome qualsiasi assegnazione di seggi (e/o definizione di maggioranze politiche) prescinde dalla percentuale dei votanti per essere valida, anche in caso di affluenze modeste a scapito della rappresentanza e degli interessi generali… le conclusioni possono essere che questa volontà espressa con voto nullo andrebbe rispettata e pesata, non ridotta a semplice dato statistico, ma avere rappresentanza. La proposta è quella di dare dignità di voto espresso a queste schede includendo la percentuale realizzata nel novero di quelle aventi diritto di rappresentanza e perciò calcolando il numero degli «eletti virtuali».
Considerando impraticabile l'eventualità di defalcare il numero degli eletti virtuali (parlamentari o consiglieri) dal totale dei seggi previsti, una possibilità potrebbe essere quella di adottare un criterio «neutro» non confliggente con le intenzioni degli elettori-bianchi allo scopo di convertire gli eletti virtuali in persone in
carne ed ossa. I criteri per l'assegnazione dei seggi, potrebbero essere tanti, tra cui: - estrarre a sorte tra i cittadini comuni; - assegnare a premi Nobel e/o figure che hanno dato lustro al Paese, nei campi della cultura, arti, scienze, economia, ecc.; - estrarli tra i Maestri del lavoro; -tra i cittadini dell'anno; -ecc. ecc.
Il legislatore dovrebbe tenere conto del particolare tipo di legge elettorale ed adattarla alle nuove esigenze. Credo che questa visione di rappresentanza politica oltre a fare giustizia dell'impegno di tante persone che si recano ai seggi per annullare una scheda, costituirebbe un incentivo alla classe politica per essere migliore.

1 commenti:

Filippo Filippini ha detto...

Una (bella) provocazione, credo irrealizzabile ma un post che si fa leggere e fa pensare.