venerdì 28 ottobre 2011

Il tempo impazzito e l´incuria di Stato - Giovanni Valentini su Repubblica

È una dolorosa casualità quella che fa coincidere nello stesso giorno il disastro nel Nord d´Italia con il viaggio disperato del nostro presidente del Consiglio a Bruxelles. Ma non è purtroppo una fatalità questa "tragedia annunciata", come la definisce polemicamente il Wwf denunciando l´assenza di un presidio sul territorio in grado di prevenire le conseguenze del dissesto idro-geologico. Ed è tutt´altro che casuale la coincidenza fra la crisi economica e l´emergenza ambientale, perché discende dalla lunga storia del Malpaese e dai tagli drastici imposti dalla dissennatezza di questo governo.
Con il suo drammatico bilancio di vittime e di danni, l´alluvione che in poche ore ha messo in ginocchio il Nord è in qualche modo una metafora della nostra imprevidenza e della nostra incuria. Consumo del territorio. Cementificazione selvaggia. Condoni a ripetizione. Distruzione del patrimonio naturale. Abbandono delle campagne e dell´agricoltura. Dissipazione delle risorse ambientali ed economiche. Un malgoverno che certamente viene da lontano, ma raggiunge oggi la sua terrificante apoteosi.
Non esagerano questa volta i Verdi ad annunciare un esposto contro lo Stato per disastro colposo. «C´è un problema di mancata prevenzione», come ammette lo stesso capo della Protezione civile, Franco Gabrielli. Non ha torto perciò il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, quando contesta a Berlusconi e Tremonti di aver tagliato il 90% dei fondi per l´ambiente.
Dai 44 miliardi di euro preventivati per mettere in sicurezza il territorio italiano, di cui 27 per il Centro-Nord, siamo scesi - secondo i senatori "ecodem" Francesco Ferrante e Roberto Della Seta - ad appena 31 milioni. Nel frattempo, il povero ministro Stefania Prestigiacomo ha minacciato più volte le
dimissioni e versato lacrime di rabbia, ma non è riuscita a ottenere di più. E ora il suo collega Ignazio La Russa rivendica bellamente l´invio di qualche centinaio di militari sui luoghi del disastro, dopo che la Difesa ha stanziato 16 miliardi per l´acquisto di nuovi aerei da combattimento.
Venticinque milioni di danni alla viabilità in Liguria. Danni alle campagne per decine di milioni, come denuncia la Confederazione degli agricoltori. Frane, crolli e macerie. Il paese di Monterosso cancellato e tanti altri evacuati. Sembra un bollettino di guerra, ma è solo il primo inventario di questa alluvione prevista e annunciata. Quando alla fine si faranno tutti i conti, si scoprirà verosimilmente che lo Stato dovrà spendere molto di più di quanto il Tesoro ha tagliato. Ma nessuno potrà restituire la vita alle vittime del maltempo e del malgoverno. «Sono tributi molto dolorosi che paghiamo ai mutamenti climatici», avverte con saggezza il presidente Napolitano.
E alle soglie della Terza rivoluzione industriale, il suo - più che un conforto di circostanza - suona come un appello a modificare radicalmente la politica energetica, per salvaguardare l´ambiente e la sicurezza collettiva.

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