giovedì 20 ottobre 2011

Madrid, l’alternativa europea - Pier Luigi Bersani su Europa

L’incontro di Madrid è un’importante occasione di confronto tra le forze progressiste europee e americane. Lo è anzitutto per le priorità dell’agenda tematica che sarà al centro della discussione: creazione di nuove opportunità di lavoro per i giovani, investimento nelle nuove tecnologie e ripresa della politica industriale, riforma del welfare state a vantaggio delle fasce non garantite, costruzione di una diversa architettura economica globale. È un insieme di priorità che indica un direzione del tutto alternativa rispetto al corso prevalente delle politiche conservatrici nel nostro continente, che dalla crisi finanziaria in poi hanno contribuito a spingere la straordinaria scommessa della moneta unica verso un vicolo cieco e a trasformare l’Europa in una minaccia per la stabilità economica globale.
Il Pd è pienamente dentro questo campo più ampio delle forze progressiste mondiali, nel quale partiti europei di ispirazione socialdemocratica lavorano a stretto contatto con i democratici statunitensi o con un’esperienza come quella brasiliana del Partito dei Lavoratori, che a Madrid sarà rappresentata dall’ex-presidente Lula. La costruzione di un’agenda comune dei progressisti tra le due sponde dell’Atlantico è decisiva affinché i paesi occidentali possano superare la più grave crisi economica dal dopoguerra a oggi, correggendo gli errori politici che hanno condotto ad essa, e possano difendere e sviluppare le loro conquiste sociali in un mondo segnato dall’emergere di nuovi protagonisti e di nuovi equilibri economici e demografici. Ma l’incontro di Madrid è importante anche per lo sforzo di rinnovamento e di allargamento del campo delle socialdemocrazie europee, a cui il Pd può dare un contributo significativo con la sua originalità, sia culturale che organizzativa.
In Europa il ciclo elettorale del 2012-13 può segnare quella svolta politica che occorre per rimettere su basi solide il progetto della moneta unica e riconciliare il sogno europeo con il principio democratico e
con gli obiettivi dell’eguaglianza e della coesione sociale. Il voto nei tre principali paesi dell’eurozona, Germania, Francia e Italia, può portare al governo coalizioni progressiste imperniate su partiti che mettono al centro della loro piattaforma la costruzione di una sovranità democratica condivisa nell’area dell’euro. Si tratta del passo risolutivo per garantire il futuro della moneta comune e per superare l’attuale impotenza della politica democratica su base unicamente nazionale. La scomparsa dell’Italia dalla scena europea prodotta dal governo Berlusconi e l’inadeguatezza dei vertici bilaterali Merkel-Sarkozy sono elementi che hanno potentemente concorso ad aggravare la crisi dell’euro.
La battaglia dei progressisti per un’alternativa politica nei tre principali paesi dell’eurozona diventa più forte e credibile se si incardina sul progetto di una nuova Europa, fondata non solo su un diverso indirizzo delle politiche economiche nei singoli paesi, ma sull’idea di un governo economico comune dell’area dell’euro, affidato non all’azione di supplenza della Bce o di altri organismi tecnici, ma dotato di una diretta legittimazione democratica. Ho avuto modo di dire in altre occasioni che la dimensione europea non può ormai più essere considerata solo come politica estera, in quanto è parte costitutiva di tutte le scelte politiche nazionali. Il confine tra conservatori e progressisti passa oggi anche per questa consapevolezza.
È per questo che il disegno di una nuova Europa è centrale nel progetto di ricostruzione che proponiamo al nostro paese. Dentro questa nuova Europa l’Italia può congiungere l’indifferibile risanamento dei suoi conti pubblici con un programma orientato allo sviluppo e alla riduzione delle diseguaglianze sociali e territoriali. In questo senso, l’incontro di Madrid costituisce per il Pd una tappa importante di avvicinamento alla presentazione del progetto per l’alternativa. Non a caso la nostra manifestazione nazionale del 5 novembre a Roma assumerà l’impegno di un rilancio del sogno europeo e di un nuovo ruolo dell’Italia in questa sfida grande e decisiva.

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