lunedì 14 novembre 2011

Giorgio Napolitano - Michele Serra su Repubblica

Per gli oltranzisti del berlusconismo morente dev´essere una ragione di speciale sofferenza il ruolo determinante di Giorgio Napolitano in questo passaggio d´epoca. Che sia un capo storico del fu Pci, per giunta circondato da un larghissimo consenso popolare, a guidare il Paese fuori dal pantano nell´anno 2011, è qualcosa che alle orecchie dei Cicchitto, dei Sacconi e dei Brunetta (la delegazione di ex craxiani nel Pdl è nutrita e importante, e ci piace completarla con Giuliano Ferrara) non può non suonare come una bestemmia. Del resto l´anticomunismo italiano, insieme alle sue tante ottime ragioni, ha sempre avuto il torto (supremo) di non capire che i comunisti, considerandosi parte determinante del patto costituzionale, avevano fortissimo il senso delle istituzioni e dello Stato. Già negli anni del terrorismo, mentre una parte non trascurabile del mondo socialista intratteneva cordiali rapporti con i peggiori maestri in circolazione, i comunisti erano in trincea nella difesa dello Stato. In circostanze per fortuna molto meno drammatiche, ma non meno gravi, capita nuovamente che siano quella scuola politica, e quello stile istituzionale, a esprimere un Capo dello Stato così rispettato e così rispettabile.

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