mercoledì 9 novembre 2011

«No a un governo Letta o Alfano» - su Corriere.it

«Resta la proposta di un governo di transizione ma prima dobbiamo superare questa fase. Un governo Letta o Alfano? Non sarebbe transizione ma continuazione». Così il leader del Partito democratico Pierluigi Bersani, al termine di un vertice con i capigruppo del Pd, ribadisce la proposta delle opposizioni. 
MAXIEMENDAMENTO - «L'annuncio reso al Quirinale delle dimissioni del presidente del Consiglio è una svolta, che salutiamo con grande soddisfazione. Si tratta di un evidente risultato della battaglia parlamentare dell'opposizione che ha saputo raccogliere il sentimento larghissimo del Paese», sottolinea Bersani. «Adesso, considerando la delicatissima situazione economica e finanziaria, è urgente che le dimissioni del presidente del Consiglio consentano di aprire una nuova fase. Ci riserviamo un esame rigoroso del contenuto dell'annunciato maxiemendamento alla legge di stabilità per verificare le condizioni che ne permettano, anche in caso di una nostra contrarietà, una rapida approvazione», sottolinea Bersani. «Al momento non ci sono le condizioni per votare il Ddl stabilità, ma spero sempre in un miracolo» conclude il leader del Pd. 
DI PIETRO - «L'epilogo annunciato da Berlusconi preoccupa e non poco. Egli sostiene che prima di dimettersi vuole farsi approvare la legge di stabilità, contenente quelle misure da macelleria sociale che abbiamo sempre contestato, e lo vuol fare in pratica da dimissionario, quindi con le mani libere», spiega il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. E poi aggiunge: «Non basta affermare che il patto di stabilità deve essere approvato, ma bisogna verificare chi pagherà la quadratura dei conti. Con quest'atto il governo Berlusconi farebbe un altro sfregio nei confronti di quella parte dei cittadini costretta nuovamente a subire sulla propria pelle delle misure inique e dannose».

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