sabato 19 novembre 2011

Pd, devi crederci tu per primo - Stefano Menichini su Europa

Massimo D’Alema due sere fa ha indicato ai deputati del Pd quale pericolo vede nella fase apertasi col governo Monti. Ritornando indietro alle proprie esperienze, teme che il partito venga chiamato a dare il sangue per un’operazione di risanamento, mentre l’area moderata (e in generale il centrodestra) si riorganizza e si presenta poi all’incasso.
Schema conosciuto. Fantasma antico (quell’essere i postcomunisti «figli di un dio minore», utili ma sempre considerati inabili alla guida diretta del paese) che si ripresenta. La conseguente raccomandazione dalemiana: non comportarsi da svogliata intendenza di Monti, bensì assumere la leadership di questa nuova stagione, presentandosi anzi come i suoi interpreti più autentici e avanzati.
Molto giusto. Lo scriviamo da giorni: non ci sarebbe nulla di peggio, per il Pd, che passare per quelli trascinati in catene dall’emergenza a sostenere un governo poco amato e misure non condivise. Chiaro che ogni passo di Monti andrà valutato in sé, misurandone il grado di equità e innovazione. Ma il messaggio all’Italia dev’essere che i democratici difenderanno il tentativo fino alla fine, come chiede un paese a rischio di default, stremato da polemiche e divisioni, ora tornato a fidarsi (pensate che miracolo) di una persona, di una istituzione, addirittura di un governo. Si parla molto di spine da staccare, di chi lo farà per primo, cose così. Il professor Monti, che sta tirando fuori notevoli qualità comunicative, ha liquidato la questione ricordando ai partiti che alla spina, in questi giorni, hanno collegato un polmone artificiale. Metafora calzante, ahiloro e ahinoi.
La verità è che, almeno per un bel po’ di tempo, chi dovesse tirare troppo la spina fino a staccarla rimarrebbe senz’aria, e poi prenderebbe anche una bella scossa (elettorale). Quindi staranno tutti buoni. Magari inquieti, ma allineati.
Il problema del Pd sarà un altro: risultare credibile come il partito delle riforme liberali di Monti. Perché questo ruolo venga riconosciuto dagli italiani, dovranno crederci per primi i democratici. Questo da domani sarà il nostro tema.

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