lunedì 7 novembre 2011

Prodi: "Solo Monti può salvarci col Cavaliere siamo tornati al ´43" - Michele Smargiassi su Repubblica

Squilla un messaggino sullo smartphone di Romano Prodi: «Hai visto il Financial Times?», è l´articolo che intima a Berlusconi "Per l´amor di Dio, Vattene".
L´ex premier sospira, allarga le braccia: «È la cosa più dolorosa. Tutto il mondo contro l´Italia». E allora? «Monti. È l´ora di Mario Monti», quasi un´invocazione, «non si può aspettare ancora». All´ora del buffet, nelle sale affrescate di Palazzo Pepoli, a Bologna, Prodi saluta Sabino Cassese, il giudice costituzionale che ha appena tenuto l´annuale "lettura" solenne dell´associazione "Il Mulino", tema "L´Italia, una società senza Stato", e a quanto pare ora anche senza governo.
È quasi un summit, c´è anche Ignazio Visco, da anni socio del cenacolo dei professori bolognesi, ora alla sua prima uscita pubblica (accompagnato dal suo direttore generale Fabrizio Saccomanni, anche lui "mulinante") dopo la nomina a governatore della Banca d´Italia, muto per discrezione sull´attualità, ma non si sottrae quando Prodi rievoca con lui i tempi entusiasmanti della nascita dell´euro, «quando un premier italiano», dice Prodi parlando di sé, «poteva chiamare al cellulare quello tedesco e discutere con lui della parità col marco». Serve di nuovo una personalità così, per salvare l´onore dell´Italia, «un uomo rispettato in Europa e nel mondo, una garanzia di autorevolezza, e Monti è questa persona».
Professor Prodi, a luglio lei sconsigliò la crisi di governo perché "non si cambia il timoniere durante la tempesta"...
«Ho cambiato idea, ora è chiaro che è il timoniere che ci porta verso gli scogli. Con le ultime uscite abbiamo superato i limiti della decenza».
L´Italia benestante che riempie i ristoranti?
«Per favore, non parliamo di queste follie, siamo nel mezzo della crisi più grave che abbiamo mai visto... Credo che un momento così brutto, bloccato, pericoloso, l´Italia l´abbia vissuto solo alla vigilia del 25 luglio
´43: ma allora avevamo la guerra in casa».
Pensa che con Monti a Palazzo Chigi l´attacco all´Italia cesserebbe?
«Credo che l´effetto si vedrebbe. La nostra è anzitutto una crisi drammatica di credibilità internazionale. Non ce la meritiamo, ma purtroppo è così che è finita per le scelte fatte: la fiducia in chi ci governa non esiste più, è azzerata. Ora ci serve un periodo di tregua, per recuperarla».
Il G20 di Cannes non doveva dare una svolta?
«Era partito pieno di ambizioni sulla riforma del sistema monetario internazionale, ha finito per occuparsi solo di Europa, e nell´Europa ha guardato a noi. L´unica conclusione di quel vertice è stata una severa reprimenda per l´Italia».
Berlusconi rivendica di avere chiesto lui la "certificazione" del Fmi.
«Siamo stati messi sotto tutela, è difficile negare questo dato di fatto».
Anche per un governo Monti serve una maggioranza parlamentare, l´avrà?
«Temo che i numeri dicano di no, ma queste sono valutazioni che deve fare chi è in prima linea, io ora sono un osservatore esterno della politica. Dico quel che servirebbe al paese, subito».
Se si andrà alle elezioni? Che prospettive vede per il centro-sinistra?
«Bersani è una persona eccellente, di grandi capacità, posso dirlo, è stato mio ministro, ma non riesce a "uscire"... Non è confortante leggere che, con quel che succede, nei sondaggi il Pd non riesce a crescere come ci si aspetterebbe».

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