mercoledì 14 dicembre 2011

Gli italiani, Monti e la manovra dopo un mese resta la fiducia - Angelo Melone su Repubblica

Un mese di Monti. Gli italiani sono preoccupati, ma sembrano avere comunque fiducia nell'azione del premier. La manovra pesa, e non potrebbe essere diversamente. L'annuncio dei sacrifici richiesti, però, intacca non di molto il consenso che il presidente Monti raccoglieva nei giorni precedenti la manovra, portandolo al 58%, decisamente altissimo in un frangente simile e superiore a quello di cui il "professor Monti" poteva godere un mese fa, all'affidamento dell'incarico da parte di Napolitano.
Ma andiamo con ordine. Il livello di fiducia del premier si attesta, ad oggi, al 58% del campione sondato da Ipr Marketing per Repubblica.it. Un livello altissimo, dicevamo. E di poco inferiore al massimo toccato da Berlusconi nel momento del suo maggior consenso: quel 62% che lo stesso Monti ha già raggiunto - secondo le rilevazioni di Ipr - il primo dicembre scorso nei giorni precedenti la manovra. Ed è proprio la contenuta variazione dell'atteggiamento degli italiani che colpisce di più.
Il consenso nell'arco del primo, durissimo mese a Palazzo Chigi è in crescita. Era al 50% il 13 novembre scorso, quando il professore varcò il portone del Quirinale per ricevere l'incarico. Da allora una ascesa veloce: 55% tre giorni dopo, alla formazione del governo, altri cinque punti più su dopo una settimana, fino al 62% dell'inizio di questo mese alla vigilia della manovra.
Quindi l'annuncio del pacchetto di misure "salva Italia". Le prime polemiche, la presa d'atto dei sacrifici, le critiche sulle riforme proposte. Ma - si può dedurre dal sondaggio - anche la presa d'atto del passaggio stretto in cui l'Italia e il suo governo si sono trovati. La maggioranza degli intervistati, infatti, addebita la responsabilità delle misure all'azione del governo precedente: il 37% del campione pensa che "responsabile delle nuove tasse" è Berlusconi. Seguito da un 30% che addebita la durezza della manovra alla situazione
internazionale. Solo il 26% indica direttamente Monti.
Di minore rilevanza, in questo caso, l'opinione sulla compagine governativa, con la maggioranza dei ministri non ancora ben conosciuti. Anche se va notato il 58% di fiducia (lo stesso livello del premier) che va a Elsa Fornero, ministro del Lavoro alle prese con la riforma delle pensioni, senza dubbio uno dei provvedimenti che più colpiscono la sensibilità dei cittadini.
L'apertura di fiducia, un mese dopo, resta. Rilevata proprio nel giorno dello sciopero generale. Da domani inizia il difficile passaggio della manovra nelle aule parlamentari.

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