venerdì 16 dicembre 2011

Ordinaria disperazione - Alessandra Longo su Repubblica

Da settembre aveva dovuto mettere i suoi sette operai, che erano un po´ una seconda famiglia, in cassintegrazione. Giovanni Schiavon, 59 anni, titolare di un´azienda padovana che si occupa di scavi, asfalti e demolizioni, vantava crediti per 200 mila euro. Ma nonostante i solleciti i soldi non tornavano in cassa e le banche gli avevano chiesto di rientrare. Schiavon non ha visto via d´uscita per lui, per la sua famiglia e per quei sette operai che, dice la figlia al «Gazzettino», «venivano al primo posto». Si è chiuso alle spalle la porta dell´ufficio e si è sparato un colpo alla tempia. Un suicidio talmente "ordinario" (sono ormai decine gli imprenditori veneti che hanno fatto questa scelta), che ne hanno parlato solo le cronache locali.

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