venerdì 30 dicembre 2011

Riguadagnare la fiducia E' l'obiettivo numero uno - Ettore Livini su Repubblica

L’Italia resta la sorvegliata speciale nella crisi dei debiti sovrani europei. L’asta sui Btp a 3 e 10 anni di oggi ha confermato in cifre ciò che la testarda resistenza dello spread oltre quota 500 aveva già anticipato ieri: il Tesoro non ha problemi a collocare titoli Bot e Ctz sulle durate più brevi. La domanda è abbondante grazie all’iniezione di liquidità garantita dalla Bce alle banche e i tassi (3,25% sui Bot semestrali) si sono dimezzati tornando sotto il livello di guardia. Le scadenze più lunghe però sono ancora un problema. I 489 miliardi garantiti da Eurotower al mercato scadono a tre anni. E oltre questo termine i titoli tricolori viaggiano in terra incognita. Con il rendimento sui decennali che fatica a schiodarsi da quella soglia del 7% che dopo un paio di mesi ha costretto Grecia, Irlanda e Portogallo a chiedere aiuto a Bruxelles e Fondo monetario.
Il problema è serio. Specie in vista dell’ingorgo di emissioni previsto per il debito italiano tra febbraio ed aprile. Roma dovrà raccogliere in tre mesi 150 miliardi di euro per far fronte, tra l’altro, alla scadenza di 92 miliardi di Btp a lungo termine. Una montagna difficile da scalare specie se le banche continueranno a tener parcheggiati i loro risparmi nei caveau della Banca centrale al tasso irrisorio dello 0,25% piuttosto che investirli a rendimenti 28 volte superiori sul debito italiano.
Che fare allora? L’obiettivo numero uno è tornare ad avere la fiducia dei mercati. E l’unica strada – quella il governo Monti sta provando a battere – è rimettere in carreggiata i conti dello stato tentando (se possibile) di stimolare nello stesso tempo la crescita. Questo però è un processo lungo. E non a caso il Tesoro sta già studiando altre strade per togliere un po’ di pressione sulle scadenze di inizio 2012. Una prima idea per
dribblare la sfiducia del mercato potrebbe essere quella di aumentare le emissioni a breve in quel periodo per non spalmare su durate troppo lunghe tassi troppo alti. La possibilità c’è anche perché il debito pubblico italiano, grazie alla gestione intelligente degli scorsi anni, ha una vita media piuttosto lunga, attorno ai sette anni. Via XX settembre ha intenzione pure di lanciare nuovi Bot da vendere direttamente ai risparmiatori e di tenersi le mani libere per varare emissioni lampo sul mercato quando si aprissero nei prossimi mesi delle opportunità favorevoli.

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