mercoledì 18 gennaio 2012

Conosci il Pd? - Mariantonietta Colimberti su Europa

È possibile, ce lo auguriamo sinceramente, che le belle facce pulite del quarantacinquenne Faruk che ama la politica, di mamma Serena che predilige l’opera lirica, del pensionato Luciano che va in bicicletta, della giovane studentessa Eva che sogna di cantare in un gruppo rock, dell’operaio Carlo che colleziona francobolli, di Fabrizio l’ingegnere col cinema nel sangue, e poi quelli di Raffaella, Enzo, Moira, Roberto e Marzia che con loro si stringono sorridenti intorno a Pier Luigi Bersani inducano tanti giovani, donne, adulti e anziani a correre a iscriversi nel più vicino circolo del Pd. 
Non sarebbe la prima volta che un’iniziativa salutata da perplessità, ironia e anche qualche polemica – forse non sempre disinteressata – si rivela, alla distanza, lungimirante e vincente. Stiamo parlando della campagna dem per il tesseramento, partita ieri “in chiaro”, ma preceduta per due settimane da enigmatici manifesti (sfondi coloratissimi sui quali campeggiavano domande senza risposta che rimandavano a personaggi misteriosi: «Conosci Faruk?», «conosci Fabrizio?», «conosci Serena? » e così via), che avevano l’obiettivo di incuriosire il passante, creare in lui un’aspettativa e spingerlo a cercare su Facebook il profilo “Conosci i miei?”. 
Gli ideatori della campagna – i giovani stagisti Davide Surace e Randa El Tahmy Bayoumy Amar, che per il Pd hanno già realizzato vari manifesti sui referendum – hanno puntato sullo “stile Bersani”: affidare l’immagine della “buona” politica a persone reali, iscritti ed elettori del Pd. In fondo, siamo appena al post- Scilipoti, ma l’antipolitica continua a impazzare. La rete, impietosa e cinica, ieri aveva già prodotto velenose
parodie: un «conosci Marrazzo?» campeggiava davanti alla foto del Colosseo, così come «conosci Penati?» sul Duomo di Milano e «conosci Bassolino?» nel golfo di Napoli. Sarcasmi che sono andati ad aggiungersi alle proteste di una dirigente romana del Pd, riprese da altri militanti e anche da Ivan Scalfarotto, per affissioni scoperte nella capitale fuori dagli spazi autorizzati.
«Un problema diffuso a Roma e che colpisce tutti i partiti» replica Stefano Di Traglia, responsabile della comunicazione dem, che propone di risolvere la questione adottando le stesse norme – quelle che verranno giudicate le migliori – vigenti in un’altra grande città. Resta il tema della scelta di questa campagna: un «flop», come affrettatamente l’hanno già giudicata alcune testate su web, o «coraggiosa», come rivendicano Di Traglia e Stumpo, responsabile organizzativo? I conti – quelli delle adesioni – si potranno fare soltanto tra qualche mese, quando i dati sul tesseramento incominceranno ad essere attendibili. Per ora è possibile fare solo quelli economici: 300 mila euro per affissioni in stazioni, metropolitane, spazi ad hoc, in tutta Italia, dall’estremo nord all’estremo sud, passando per il centro. 
E poi messaggi internet, mail, sms. Non è certo una cifra esagerata. L’interrogativo è sull’efficacia del dispiegamento di forze. Chissà, non è detto che il “ti presento i miei” di Bersani, parodie internet incluse, non ottenga qualcosa di simile all’“effetto Crozza” e alla fine risulti vincente.

Nessun commento: