lunedì 23 gennaio 2012

L'identikit dei nuovi senzatetto Padri separati e anziani soli - Vladimiro Polchi su Repubblica

Padri separati, anziani con la pensione minima, giovani immigrati in cerca di lavoro, working poors, interi nuclei familiari. È l'identikit dei nuovi senzatetto: vivono nelle grandi città, ma li si comincia a incontrare anche in provincia. E se al Nord sono sempre più stranieri, al Sud gli homeless parlano ancora tutti italiano.
Il censimento nazionale. Istat 1, Caritas 2, ministero del Lavoro e la Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora 3 (Fio. Psd) hanno lavorato per mesi ad un censimento dei circa 50/60mila homeless italiani. I dati saranno resi noti a maggio, ma la Fio. Psd è in grado di anticipare a Repubblica alcuni dei risultati basati su 5mila interviste.
Working poors e padri separati. "Oltre agli "storici" homeless che già conoscevamo (italiani, tra i 45 ed i 65 anni, abituati a vivere in strada o con sistemazioni precarie, spesso con problemi psichiatrici o di alcolismo o tossicodipendenza) ci siamo imbattuti in molti altri profili - spiega Paolo Pezzana, presidente della Fio. Psd  -  come giovani stranieri in cerca di un'occupazione che prima trovavano più facilmente, anziani che non ce la fanno più con la sola pensione a far fronte a tutte le spese, working poors che, pur avendo un lavoro, per moltissime cause non riescono a farcela ad arrivare a fine mese, uomini e padri separati che devono passare gli alimenti alla moglie e ai figli e avendo solo un reddito modesto o discontinuo non possono permettersi una casa propria, donne anche giovani che non riescono a trovare né una collocazione abitativa né una relazione stabile".
Famiglie e immigrati. Nel censimento si è riscontrata anche la presenza di interi nuclei famigliari, prevalentemente stranieri, che si rivolgono ai servizi per le persone senza fissa dimora. Non solo. "Abbiamo verificato - prosegue Pezzana - la crescente presenza di stranieri delle più diverse provenienze nelle grandi città soprattutto del Nord. Cominciano a comparire anche i cinesi a Milano,
Bologna, Firenze, che mai si erano rivolti a servizi non afferenti alla loro comunità. Resta invece la presenza prevalente di italiani nei servizi attivi nelle regioni e località più povere. Eclatante il caso della Sardegna, dove i pochi servizi sociale esistenti servono una maggioranza di persone sarde rimaste senza dimora".
Tra città e provincia. I servizi per i senzatetto, pur essendo stati attivati in questi ultimi anni anche nelle città di provincia, dove il bisogno prima era inesistente, restano concentrati nelle grandi città, causando specie tra gli homeless italiani una sorta effetto attrattivo. Conferma Pezzana: "A Milano c'è il 75% dell'utenza lombarda, che da sola è il 43% dell'utenza nazionale; a Roma si concentra il 91% dell'utenza di tutto il Lazio".
I nuovi poveri. Il fatto che i dormitori e i posti letto servono un'utenza da cinque a venti volte inferiore a quella delle mense e dei servizi di distribuzione di indumenti "è poi un chiaro indicatore sia della difficoltà delle persone che vivono in grave povertà a trovare alloggio adeguato per la notte, sia del fatto che le mense sono utilizzati anche da persone povere, che una casa probabilmente ce l'hanno, ma che non hanno risorse sufficienti per arrivare a fine mese e usano i servizi per i senza fissa dimora per trovare gratis beni primari che altrimenti dovrebbero pagare".  

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