mercoledì 18 gennaio 2012

L’ultima spiaggia - Raffaele Cascioli su Europa

Italia sotto l’ombrello del Fondo monetario? Un pressing, neppure troppo sotterraneo, su Roma sarebbe esercitato in queste ore dalla Germania sempre più convinta che, per mettere in sicurezza la zona euro, ci sia necessità per l’Italia di bussare alla porta del Fondo diretto dalla francese Lagarde. Tanto più dopo il downgrading di SeP a mezza Europa (ieri è toccato al rating del Fondo salva-stati), ampiamente scontato dai mercati come si è visto ieri. Ma non solo. Berlino sarebbe profondamente insoddisfatta per la bozza di trattato sul fiscal compact giudicata troppo morbida al punto che avrebbe iniziato una lenta quando decisa marcia indietro. 
Una posizione che, peraltro, si riflette nell’insoddisfazione della Bce per una bozza di trattato che sul rigore nella disciplina di bilancio presenterebbe più di una lacuna. E ieri il presidente della Bce Draghi all’Europarlamento ha lanciato l’allarme: «La situazione è gravissima, occorre attuare subito le decisioni dei leader». Dopo l’accordo sull’Immacolata, la Commissione europea ha messo a punto una bozza che lascerebbe del tutto insoddisfatta l’Eurotower. Sia sul rientro dal debito eccessivo sia sulle eccezioni al pareggio di bilancio. Tanto più che il governo tedesco, dopo le concessioni delle scorse settimane, avrebbe iniziato una marcia indietro, facendo leva sulle perplessità della Bce, guidata da Mario Monti. Il fiscal compact, secondo Berlino e Francoforte, dovrebbe essere ispirato ad un maggior rigore. Di qui la necessità di arrivare al consiglio del 30 gennaio con un accordo sul trattato in grado di costituire un netto cambio di
passo per la governance europea.
In questo quadro va letto il rinvio del trilaterale che si sarebbe dovuto tenere a Roma venerdì tra il premier Monti, la cancelliera Merkel e il presidente francese Sarkozy. Ufficialmente la richiesta di rinvio sarebbe stata avanzata dal francese Sarkozy, ieri a Madrid per incontrare il primo ministro spagnolo Rajoy. Problemi di agenda interna per Sarkò che, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali su cui pesa la perdita della tripla A, è crollato nei sondaggi mentre Marine Le Pen continuerebbe a macinare consensi. I contatti proseguiranno a livello informale. «Indipendentemente da quello che sarebbe dovuto essere l’incontro interlocutorio del 20, è assolutamente necessario trovare un accordo in Europa entro il 30 gennaio» ha spiegato Natale D’Amico, magistrato della corte dei conti. Tuttavia, la causa principale del rinvio del vertice che si terrà a febbraio (dopo il 30 gennaio quando si troverà l’accordo sul fiscal compact, ndr) è il fatto che non c’è accordo tra Roma-Parigi e Berlino. 
E allora meglio un rinvio di un fallimento. Soprattutto perché Berlino starebbe cercando con ogni mezzo di convincere Roma, prima del 30 gennaio, a ricorrrere al Fmi. Non è la prima volta che la Germania esercita un pressing per convincere il governo italiano a chiedere l’aiuto del Fmi. Era accaduto ai primi di novembre a Cannes quando Merkozy cercarono in tutti i modi di convincere Berlusconi e Tremonti a far ricorso al Fondo per mettere l’Italia al riparo dagli attacchi speculativi. In quell’occasione, stante la contrarietà di Tremonti, il no arrivò direttamente dal Quirinale. È plausibile che il Colle più alto sia rimasto della stessa opinione tanto più ora che con il governo Monti l’Italia è tornata sulla strada del rigore e che, nonostante il downgrading, il collocamento dei titoli pubblici (420 miliardi da collocare nel 2012) spostato sulle brevi scadenze presenta rendimenti in forte calo. 
Se i mercati in questi mesi hanno scontato da tempo una retrocessione dell’Italia in serie B, preoccupa che a sottoscrivere i titoli siano solo intermediari italiani e la Bce, anche ieri tornata a comprare sul mercato secondario. In un simile quadro si inserisce la visita di ieri di Van Rompuy a Roma prima a palazzo Chigi poi al Quirinale. Monti ha parlato di carenza di governance dell’Europa, van Rompuy ha elogiato l’agenda di Roma. E domani, a Londra, Monti incontrerà Cameron.

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