lunedì 23 gennaio 2012

Milano, nessun posto è gratis - Mario Rodriguez su Europa

Come comunicano oggi gli attori politici in Italia? Certo non con slogan messi su manifesti più o meno capaci di creare attesa e interesse. Comunicano offrendo chiavi di interpretazione di quello che accade e proponendo prospettive credibili. E quello che di politico oggi vivono le persone sono soprattutto le decisioni dei governi centrale o locali: l’attesa per le misure sulle cosiddette liberalizzazioni e quello che succede nella propria città, quello che fanno i sindaci.
Su questa esperienza diretta, nella vita di tutti i giorni, si misura la credibilità, l’affidabilità dei comportamenti e delle affermazioni degli attori politici. A Milano, per esempio, si sta vivendo un’esperienza forte perché cambia le abitudini quotidiane delle persone: è la decisione di applicare una tariffa per tutti coloro che entrano nella parte più congestionata della città. L’introduzione dell’Area C. Dare una chiave di lettura convincente di questa decisione è la sfida più importante sul terreno della comunicazione perché la decisione della giunta municipale rappresenta l’applicazione di un approccio market like, simile al mercato, alla regolazione di un bisogno che viene percepito come un diritto, quello di muoversi con la propria auto e parcheggiare dove si vuole o si può.
È forse una svolta epocale. Soprattutto se si pensa che è una misura che viene applicata da una giunta di centrosinistra. A Milano si usa, in pratica, un approccio più di mercato che statalista. Si potrebbe aprire la stagione dell’uso pubblico dell’interesse privato, di politiche pubbliche che mettono al centro il cittadino utente del servizio, lo responsabilizzano, danno valore alle sue scelte attraverso meccanismi automatici, simili al mercato, piuttosto che attraverso il meccanismo legge/regolaapplicazione- controllo-sanzione. E la cosa più importante è che sembra funzionare e funzionando convince e sposta
opinioni e atteggiamenti.
Oggi parafrasare Milton Friedman dicendo “nessun posto è gratis” o sostenere “più inquini più paghi” non è più una bestemmia perché si guarda al risultato pratico piuttosto che alle impostazioni ideologiche. Così il sindaco, il penalista ex senatore indipendente di Rifondazione comunista, e il giovane assessore, figlio della tradizione ex Pci-Pds, mantenendo un impegno assunto con forza in campagna elettorale, stanno mettendo in atto l’esperimento di decongestionamento più innovativo di un centro urbano e stanno facendo fare a una delle principali città italiane l’esperienza di un nuovo approccio alle politiche pubbliche. E di cose ce ne sono ancora tante da fare per rendere ancora più efficiente il “meccanismo automatico”: differenziare il veicolo, la funzione, la durata della permanenza, l’ora, il giorno.
C’è da garantire che il servizio pubblico regga e che si avviino sperimentazioni anche per la micromobilità all’interno dell’area C. La tecnologia che permette la riconoscibilità del veicolo e dei suoi spostamenti rende possibili cose impensabili solo vent’anni fa e investimenti in questo settore potrebbero farci guadagnare qualche punto di competitività nel mondo della green economy. Ma la strada è quella: l’uso pubblico dell’interesse privato. Ci arriviamo con qualche decina d’anni di ritardo, ma ci siamo arrivati, almeno a Milano.
Ora, ricordando l’invito del presidente Napolitano, bisognerebbe concentrarsi a interpretare e rappresentare quello che viviamo, le cose che accadono, perché “occorre una nuova “forza motivante” perché si sprigioni e operi la “volontà collettiva indispensabile”. Su questo terreno dovrebbe svilupparsi la competizione degli attori politici con forme di comunicazione appropriate al tempo a cominciare dalle nuove conversazioni che la rete permette.

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