venerdì 20 gennaio 2012

Non liberi in economia - Antonio Funiciello su Europa

Diceva Filippo Turati che le libertà sono tutte solidali; non se ne offende una senza offenderle tutte. Anche perciò stupisce, e parecchio, che i risultati per il 2012 dell’Index of economic freedom sull’Italia siano passati praticamente inosservati. Eccezion fatta per l’Istituto Bruno Leoni, il dibattito pubblico li ha bellamente ignorati. E sì che, nei giorni in cui si discutono le liberalizzazioni, conoscere il tasso reale di libertà economica in Italia potrebbe avere qualche utilità...L’indice che misura la libertà economica in 179 paesi del mondo dice che, per la prima volta da quando escono i rapporti annuali, nel 2012 l’Italia non è economicamente libera. Prima di vedere cosa significa, un piccolo passo indietro può essere utile, per spiegare cos’è l’Index e come viene calcolato. È dal 1995 che il Wall Street Journal e la fondazione conservatrice Heritage misurano la libertà economica nel mondo, testando 179 nazioni (l’Onu ne conta 193). Il dato finale è la risultante dell’incrocio di micro-indici che vagliano tutte le libertà, da quella fiscale a quella monetaria, da quella finanziaria a quella del mercato del lavoro. 
L’Index non misura la ricchezza, la produttività o l’industrializzazione: valuta le condizioni oggettive entro le quali, nei singoli stati, la libertà economica si trova a realizzare se stessa. Al di là dell’indubbio e solidissimo ancoraggio empirico di questa valutazione, l’approccio che lo ispira è veramente politologico, quasi filosofico. L’idea, cioè, che dove la libertà economica se la passa male, anche le altre libertà fondamentali non godono di ottima salute. Come pensava anche Turati. Secondo l’Ief l’Italia è un paese non libero economicamente, piazzandosi al 92esimo posto con un punteggio di 58.8 in una scala che va da 0 a 100. L’Italia era cresciuta in libertà economica nel periodo a cavallo dell’ultimo decennio del secolo scorso e il
primo del successivo.
Dalla metà del decennio scorso, sotto i governi Prodi II e Berlusconi IV, il crollo dal 42esimo posto del 2006 al 92esimo del 2012. Non un problema nostro, ma una crisi continentale? Per niente. Il punteggio medio della regione europea è più di 7 punti sopra quello italiano (66.1) e, per quel che riguarda gli stati membri dell’Unione, solo la Grecia fa peggio dell’Italia condividendo, unica con noi, lo stato di nazione non economicamente libera tra i 27. L’analisi più dettagliata del rapporto spiega meglio la nostra rovinosa discesa tra i paesi non liberi. Nei giorni in cui è vivo il dibattito intorno alla riforma del mercato del lavoro, sarebbe forse utile dare un’occhiata all’Ief. Il micro-indice che misura la libertà nel lavoro (la mobilità in entrata e in uscita) colloca l’Italia al 153esimo posto tra i 179 stati considerati, con un punteggio di 43.0, stretta fra Finlandia e Senegal. Naturalmente ogni voce non va considerata in sé, ma nel contesto dell’interazione con le altre. Si può scegliere di avere un mercato del lavoro più rigido, meno libero, se si riequilibra quanto si perde in questo campo con una maggiore agilità in altri settori. 
Il problema complessivo del nostro sistema-paese è che somma il dato del lavoro ad altri microindici assai preoccupanti. Si scopre così che l’Italia è 168esima per spesa pubblica e ai livelli del Ruanda e della Georgia per tasso di libertà dalla corruzione. E che i due indici che segnano punteggi d’eccellenza – la libertà monetaria a 82.0 e la libertà di mercato a 87.1 – sono testati in discesa, mentre appunto ascendono quelli in cui abbiamo performance tradizionalmente peggiori. La mancanza di libertà economica è, dunque, il problema principale dell’Italia. Ed è anche il termometro più indicativo dello stato di salute della nostra democrazia. Senza libertà economica, la possibilità di crescere adeguatamente non ha alcuna concreta chance di riuscita. Un programma di liberalizzazioni vere è uno degli strumenti irrinunciabili per rispondere alla bocciatura che proviene dall’Heritage Foundation e dal Wall Street Journal.

Nessun commento: