lunedì 23 gennaio 2012

Pd, salta il voto sulle primarie nuovo rilancio sul proporzionale - Giovanna Casadio su Repubblica

L´idea delle primarie per i parlamentari salta, se ne riparlerà in seguito. Ma quando accadrà, sarà una cattiva giornata: sarà il segnale che il Pd è stato sconfitto e la legge porcata non si è riusciti a cambiarla. Sulle primarie ci sono momenti di tensione all´assemblea nazionale del Pd. Pippo Civati e Salvatore Vassallo, che fino alla fine hanno insistito, ritirano l´ordine del giorno pro primarie. «E come avremmo potuto fare diversamente, dal momento che Bersani ha posto la fiducia su di sé, e ha dato la sua parola che non resterà lettera morta?», si sfoga Civati. E infatti Bersani s´impunta: «Perbacco, sono il segretario, sia pure pro tempore, se assumo l´impegno che quelle primarie le facciamo nel caso in cui non si riuscisse a cancellare il Porcellum, è così. Però chiedo: se nell´altro giro, avessimo fatto le primarie, con Berlusconi che vince e porta in Parlamento i nominati, in che cosa sarebbe cambiato il destino dell´Italia?». L´assemblea è alla sua prima convocazione nell´era del governo Monti. Dal febbraio 2011, i delegati democratici non si riuniscono, Berlusconi è il passato, «l´incubo», lo chiama D´Alema. Però non ci sono «frizzi, lazzi, e cotillon ma una discussione pacata», come sintetizza il segretario. Preoccupata soprattutto, nell´inverno "caldo" che aspetta il paese, di sostenere Monti e al tempo stesso di non perdere l´anima. Civati, accettando di soprassedere, attacca: «Oltretutto con un´assemblea di così poche persone...». Contestazioni, qualche fischio. D´Alema si avvicina a Franceschini con la fotocopia di un quotidiano pugliese in cui si parla di infiltrati nelle primarie del centrosinistra a Lecce. Però tutto resta «nel solco». Lo rivendica il segretario. Il solco è due cose: «Appoggio a Monti "senza se e senza ma" e anche senza tacere sulle nostre idee»; pancia a terra per la legge
elettorale. La riforma del Porcellum viene prima «delle nostre "robine". E quindi noi ci puntiamo con ogni mezzo». D´Alema è in platea e ha ribadito che «le riforme costituzionali sono necessarie, mentre la legge elettorale è un obbligo morale». Invece di «contare i minuti al governo Monti, la politica usi quest´anno e mezzo per riscrivere le regole del gioco», dichiarerà poi Veltroni. I tempi? Brevissimi. Bastano tre mesi per Enrico Letta. Franco Marini alza i toni, ma si prende anche gli applausi: «Il Porcellum è il distillato del metodo anti democratico, se non si riesce a cambiarlo, significa che il discredito della politica è assoluto». Le primarie? Ora non c´entrano. Adesso si tratta di vedere le carte di Alfano, Casini, ma anche Bossi e Di Pietro. Franceschini, il presidente dei deputati pd, è già andato avanti con il lavoro. Annuncia la svolta proporzionale del partito e chiede una conferenza congiunta dei capigruppo: «Il Pd sopravvive a qualsiasi sistema elettorale; si vada senza timori verso un sistema proporzionale di collegi uninominali, no alle preferenze che portano corruzione, e il Pd correrà con un proprio simbolo». Il veltroniano Tonini gli dà l´alt in nome del bipolarismo. Franceschini lo invita al tavolo che il Pd ha creato per trovare la quadra nel partito. Contatti già ci sono stati con il Pdl. Inciuci? No, basta fare in fretta. Per le riforme istituzionali invece ci si può prendere più tempo. Con franchezza Anna Finocchiaro afferma che le primarie dei parlamentari la preoccupano: bisogna investire tutto sulla legge elettorale. Rosy Bindi rinvia alla direzione. La legge elettorale si trascina il tema delle alleanze e della premiership. Vendola, che oggi riunisce Sel, commenta: «C´è un rilancio dell´alleanza del centrosinistra». Per Enzo Bianco invece si guarda ai moderati. Bersani dice di avere parlato chiaro. Su tutto - ironizza -«nonostante la birra» (la foto impazzava su twitter): «L´ho pagata e ho anche lo scontrino».

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