giovedì 2 febbraio 2012

Evasione, ecco il piano di primavera - Massimo Giannini su Repubblica

«La lotta all' evasione è uno sforzo titanico, ma comincia a dare i suoi frutti. Nel 2011 abbiamo recuperato 11,6 miliardi. Ora, con il controllo dei conti bancari, può partire la grande svolta di primavera». Lo annuncia Attilio Befera, che guida Equitalia e Agenzia delle Entrate. «PER noi è un risultato eccellente, se si considera che avevamo recuperato 9 miliardi nel 2009 e 10,5 miliardi nel 2010». L' uomo più blandito, temuto e contestato del momento tira dunque le prime somme. Nella guerra delle tasse, ciclica in un Paese che "produce" ogni anno 120 miliardi di evasionee 250 miliardi di sommerso, guida una sorta di pool anti-evasione. Un esercito di circa 30 mila uomini, che ogni giorno combatte un nemico temibile, e spesso invisibile. Dal suo quartier generale, all' ottavo piano della sede di Via Cristoforo Colombo, Befera annuncia: «Ormai siamo in grado di verificare la posizione di tutti i contribuenti. Dopo le dichiarazioni dei redditi di giugno scatterà un' operazione di controlli "massivi". La vera lotta agli evasori può cominciare davvero».
PRIMA CORTINA E MILANO, ORA IL CENTRO-SUD Con il clamoroso blitz di Cortina, poi ripetuto su scala ancora più vasta nella Milano da bere dei Navigli, c' è stato un oggettivo salto di qualità nella gestione del contrasto agli evasori fiscali e nella percezione del fenomeno presso l' opinione pubblica. «Guardi - premette Befera - noi di controlli analoghi ne abbiamo sempre fatti. Certo, adesso c' è un' attenzione diversa presso la politica, e una sensibilità maggiore presso i cittadini». Le politiche di rigore finanziario imposte dal governo Monti, i sacrifici pesanti richiesti anche ai più deboli, la crisi economica che mordei portafogli, l' esplosione intollerabile delle disuguaglianze. Tutto questo riporta la questione fiscale al centro del discorso pubblico. «L' Italia è un Paese in cui è mancata per molti, troppi anni una cultura della legalità fiscale. Cortina, con quel 300% in più di scontrini emessi in un solo giorno, è solo un esempio, ma
gliene potrei citare quanti ne vuole.
A Milano abbiamo trovato di tutto, tra i 115 esercizi che abbiamo controllato. In 33 locali c' erano lavoratori in nero. Poi scontrini non rilasciati, studi di settore falsificati, con esercenti che dichiaravano quattro tavoli all' aperto e invece ne avevano 40. Il 30% di irregolarità, tra bar, ristoranti e soprattutto discoteche. In una di queste ci hanno addirittura bloccato all' ingresso, mentre uno dei titolari faceva scappare dal retro clienti e dipendenti». L' evasione, sostiene Befera, è «una piaga sociale ed economica» che infetta l' intero sistema: il cittadino che non paga le tasse danneggia quello che le paga, l' impresa che non versa l' Iva fa concorrenza scorretta nei confronti di quella che la versa. È «pane avvelenato», come dice Monti, che i padri regalano ai propri figli. Dunque ci riguarda tutti. 
Ora che il divario tra i redditi cresce, e che lo Stato chiede lacrime e sangue soprattutto ai "soliti noti", la lotta contro questa piaga diventa un' arma decisiva. «Per questo - aggiunge Befera - controlli a tappeto come quelli di Cortina o di Milano fanno tanto rumore. Non siamo noi che spettacolarizziamo le nostre operazioni. Sono i giornali che ne scrivono e i cittadini che giustamente si indignano, quando vedono intorno a loro tanta infedeltà fiscale». Il pool anti-evasione ha deciso di cogliere l' attimo. «Ci siamo accorti che l' effetto deterrenza comincia a funzionare. L' idea che i controlli possano scattare in ogni momento spinge i contribuenti ad una maggiore onestà fiscale. Per questo andremo avanti, rafforzando gli interventi sul territorio». Continueranno a scandagliare il Nord, poi toccherà al CentroSud. Perché - come dice Befera - «finchè fa freddo si va nelle stazioni invernali, quando arriva il caldo si passa alle località balneari». 
CAPITALI IN FUGA VERSO LA SVIZZERA La nuova stagione di interventismo fiscale, se conforta gli onesti, allarma i disonesti. Dietro le quinte dei colpi ad effetto dei funzionari delle Entrate, degli ispettori Inps e dei militari delle Fiamme Gialle, si agita lo spettro della cara, vecchia "lotta di classe". Probi contro furbi, poveri contro ricchi. Le generalizzazioni non aiutano. Meno che mai le criminalizzazioni a senso unico: gli autonomi sono tutti cattivi i dipendenti sono tutti buoni. Mezze sciocchezze. O mezze verità, che fa lo stesso. Ma è vero che ci sono categorie che possono sottrarsi più e meglio di altre. Ed è ancora più vero, perché lo dice il capo del pool anti-evasione, che di fronte ai blitz ci sono categorie già «in fuga», a scanso di equivoci e di pericoli. A fine 2011 almeno 11 miliardi sono stati esportati illegalmente all' estero. Sono tornati i famigerati spalloni: negli ultimi tre mesi dell' anno i sequestri di valuta ai valichi di frontiera sono aumentati di oltre il 50%. Le esportazioni di lingotti d' oro verso la Confederazione elvetica è cresciuta tra il 30 e il 40%. «Il flusso in uscita di capitali e di beni pregiati, dall' inizio di gennaio, è in aumento esponenziale», conferma Befera. Che avverte: «Alcune banche svizzere hanno cominciato ad affittare le cassette di sicurezza dei grandi alberghi, perché non sono in grado di esaudire l' abnorme quantità di richieste che hanno dai clienti italiani». 
MIGLIORA LA "COMPLIANCE" A destra si parla a sproposito di «stato di polizia tributaria». Di «cittadini vessati e ridotti a sudditi». Gli uomini di Equitalia vengono bollati come «strozzini». Le sue sedi sono bersagliate da minacce e micro-attentati. Certo, di eccessi da parte degli uffici ce ne sono stati. Qualche forma di accanimento terapeutico si è notata. Ma nulla può giustificare la violenza. Beferaè preoccupato, anche se nota un parziale miglioramento del clima: «Siamo servitori dello Stato, facciamo il nostro dovere in base ai compiti che ci assegna la legge. Trattiamo 14 milioni di accertamenti l' anno, e su questi finora abbiamo commesso un migliaio di errori. Li stiamo correggendo. Sono state modificate le norme sull' aggio, trasformato in rimborso-spese dal decreto Salva-Italia. Stiamo ampliando il regime delle rateizzazioni, che riguardano 1,6 milioni di contribuenti per un ammontare di 16 miliardi, alzando da 5 a 15 mila euro il limite al di sotto del quale si può dilazionare il proprio debito fiscale. Siamo andati a parlare con le associazioni più in difficoltà, per esempio in Sardegna, dove c' è il dramma del Sulcis, la chiusura dell' Alcoa, il problema dei pastori. 
Ci chiedono di non incassare le imposte, ma noi questo non possiamo farlo. Se lo facessimo in Sardegna, poi ce lo chiederebbero anche in Sicilia, in Calabria, in Piemonte dove soffre l' indotto Fiat. Si pretende che Equitalia diventi un gigantesco ammortizzatore sociale: questo è inaccettabile, perché i nostri compiti sono altri». Il lavoro del "pool" non si può fermare. Dà buoni frutti anche nella cosiddetta compliance, cioè il livello di correttezza complessiva dei comportamenti tributari. «Noi abbiamo poco più di 30 mila persone- chiarisce Befera-e dobbiamo controllare 5 milioni di partite Iva (contro 1,5 milioni in Germania), 3,5 milioni di lavoratori autonomi, 900 mila esercizi commerciali. Recuperiamo 11,6 miliardi su 120. Non potremo mai azzerare tutta l' evasione. Il nostro obiettivo, quindi, è alzare in modo strutturale l' asticella della fedeltà fiscale. Dobbiamo convincere il maggior numero di contribuentia pagare stabilmente più tasse di quante non ne abbiano pagate finora. Le posso anticipare che da qualche mese, anche sotto questo profilo, abbiamo registrato un miglioramento incoraggiante. La compliance è in aumento. Per noi è un motivo in più per continuare con la strategia adottata finora».
IL "PARTITO DEGLI EVASORI" Come in ogni guerra, anche quella contro l' evasione ha molti nemici. Non solo i furbetti dello scontrino. Ma anche lobbisti da Transatlantico e parlamentari di complemento. Il «partito degli evasori» è ovunque. Befera lo dice chiaro e forte: «Tanti politici cavalcano le proteste contro di noi, per difendere chi evade. Vuole i nomi? Gliene dico due, a caso. Bossi a Pontida, la scorsa estate, se lo ricorda? E Alberto Goffi dell' Udc, avvocato con studio a Torino, che sulla propaganda anti-Equitalia ha costruito la sua campagna elettorale. Ma sono tanti, dentro e fuori dal Parlamento. Un altro esempio: il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, noto evasore, che ancora domenica a Cordenons ha sparato a zero contro di noi. E poi diversi personaggi dello spettacolo, che ci attaccano in teatro e in tv: gente che, guarda caso, ha conti in sospeso con l' Amministrazione finanziaria.
Ma andiamo avanti per la nostra strada, come ci impone la legge e coi poteri che la legge ci ha dato». Il berlusconismo è finito. Dopo gli anni dei condoni e degli scudi fiscali, il pool anti-evasione sente di avere finalmente uno Stato alle sue spalle. Befera lo riconosce: «Con il governo Monti il clima nel Paese è in effetti mutato. La presa di posizione del presidente del Consiglio, così netta e solidale nei nostri confronti, è il segno più tangibile di questo cambiamento. La lotta all' evasione è tornata ad essere una priorità politica, oltre che un' emergenza sociale. Soprattutto di questo abbiamo bisogno. Non di nuove leggi, non di altri mezzi. Gli uomini che abbiamo ci bastano: dobbiamo solo poterne assumere quando serve, in deroga al blocco del turn over. Abbiamo sostituito da poco 12 mila dipendenti, per raggiunti limiti di età, con 8 mila nuovi giovani, preparatissimi. Le premesse per un ulteriore salto di qualità ci sono tutte». 
LA "GRANDE SVOLTA DI PRIMAVERA" Gli uffici sono al lavoro. Il Grande Fratello fiscale prepara una massiccia crociata contro gli infedeli. «L' ultima manovra del governo contiene un driver formidabile per la lotta all' evasione. Ora l' Agenzia delle Entrate ha accesso diretto ai conti correnti bancari. L' archivio dei depositi da consultare ai fini fiscali lo aveva inventato Visco nel ' 96: il Parlamento lo ha bloccato per 15 anni, ora Monti l' ha finalmente sbloccato. Per far partire la raccolta dei dati manca solo l' ultimo provvedimento attuativo, che vareremo nei prossimi giorni d' intesa con il Garante della Privacy. Grazie al sistema informatico "Serpico" abbiamo l' incrocio con tutti i dati pos sibili, dalle dichiarazioni Inps ai dati del registro delle imprese. Nel frattempo, stiamo mettendo a punto gli ultimi aggiornamenti al redditometro, che saranno pronti entro fine febbraio. 
A quel punto, potrà partire la "grande svolta di primavera": in contemporanea con le dichiarazioni dei redditi di maggio e di giugno, partirà un' operazione di controlli massivi su tutte le posizioni sospette». Rischiano anche gli esportatori di capitali. Dice Befera: «La prova della verità saranno i saldi dei conti correnti: se all' inizio dell' anno un contribuente sospetto ha un deposito da un milione di euro, che a fine anno diventa di 1.000 euro, noi possiamo chiedergli che fine hanno fatto quei soldi». Insomma, a sentire il "comandante in capo", la vera guerra all' evasione comincia solo adesso. E non farà prigionieri. In tutte le democrazie occidentali funziona così. È ora che anche sulla questione fiscale l' Italia diventi un paese normale.

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