martedì 28 febbraio 2012

I neutrini più veloci della luce? Per forza, erano dopati - Francesca Fornario su L'Unità

Gli stipendi italiani sono i più bassi d’Europa. E questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che i dati si riferiscono «alla media» degli stipendi italiani. In un Paese dove un manager come Marchionne guadagna in un giorno quello che un metalmeccanico Fiat guadagna in un anno. «La media» è un parametro talmente imperfetto che Alemanno sta pensando di adottarlo per misurare le probabilità che nevichi a Roma. 
I parametri possono modificare il risultato di un’indagine. Pensate al Cern: dopo una verifica, è stato ribaltato il risultato della ricerca che stabiliva che i neutrini erano più veloci della luce. Sono risultati positivi all’antidoping. 
Gli scienziati del Cern hanno preso una toppa così clamorosa che Mariastella Gelmini li ha assunti come portavoce. Se i dati Eurostat dicono che gli italiani guadagnano «in media» 23.406 euro l’anno contro i 41mila della Germania, il dato reale è ben peggiore. In Italia chi a meno di 24 anni guadagna meno di 19mila euro lordi l’anno. 
Gli stipendi dei giovani (dei giovani che hanno uno stipendio: appena due su tre) sono fermi da 10 anni. Chi ha meno di 30 anni si ritrova in busta paga – quando ha la fortuna di averne una – il 77% dei loro colleghi più maturi (ed era l’83% nel 2003). 
Si dirà che è perché non cresciamo. Mediamente. Ma se non guardiamo alla media, fino al 2008 (sono i dati più aggiornati) i più ricchi hanno visto i loro redditi crescere a un tasso 5,5 volte più alto di quello dei redditi dei più poveri. Gli stipendi italiani sono i più bassi d’Europa perché in Italia, al contrario del 90% dei Paesi, non c’è un salario minimo stabilito per legge. 
La soluzione, dice il ministro Fornero, è aumentare la produttività. 
Ma ci sarebbe un’altro modo per aumentare gli stipendi: aumentare gli stipendi.

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