giovedì 16 febbraio 2012

"Indispensabile correggere le primarie" - Giovanna Casadio su Repubblica

Commissariamento del Pd genovese. Le primarie non più come via obbligata, ma da valutare volta per volta. Dove si faranno quelle di coalizione, i Democratici dovranno presentarsi con un solo candidato, pre-selezionato dagli organismi dirigenti. Da introdurre un albo degli elettori. Sono i cerotti alle ferite da primarie di Genova, dove Marta Vincenzi, il sindaco uscente, e Roberta Pinotti sono state battute con un distacco di venti punti dal vendoliano Marco Doria. Bersani ammette nella riunione della segreteria: «Abbiamo fatto errori, e ora ne paghiamo le conseguenze. Una rifinitura delle primarie è indispensabile. Bisogna cambiare le regole». La sconfitta brucia moltissimo, anche se per il secondo giorno consecutivo si misurano le parole. «Ammaccature», ripete il segretario. Tuttavia riconoscendo che ci sono «tensioni» e soprattutto che c´è stato «un problema locale», dal momento che altrove - a Piacenza, a Pistoia - il Pd si era presentato con più candidati senza registrare una débacle. «Una sberla», per Salvatore Vassallo, veltroniano, che stoppa le modifiche alle primarie, denunciando con Matteo Renzi e Pippo Civati che «non è un problema di regole», ma di candidati credibili . 
Ma per il momento la parola d´ordine è "guardare avanti", come il segretario dichiara a Youdem tv: «Ora dobbiamo discutere, ricomporre le forze, trovare un programma e vincere con Doria. Non c´è stato nessun boomerang, a noi interessa vincere le secondarie». La commissione per lo Statuto si riunirà, ma «prendiamoci un po´ di tempo», è stata l´indicazione. Non è un cambiamento che va affrontato subito, perché c´è da ballare per le amministrative. Ci sono altre tre primarie all´orizzonte, il 4 di marzo: Oristano, L´Aquila e Palermo. E soprattutto a Palermo «sono preoccupati gli altri, non noi, non il Pd, ma degli altri non si parla mai, fa niente». Bersani è pronto a scommettere che Rita Borsellino è il candidato giusto per vincere Palazzo delle Aquile. Non vuole riaprire discussioni sulle alleanze. 
Ma sono proprie queste ad agitare profondamente il partito. Il Popolare Beppe Fioroni chiede più chiarezza
sugli alleati e lancia l´idea di una «alleanza federativa con il Terzo Polo». La risposta del terzopolista Rocco Buttiglione è di non correre troppo: «Alleanza è possibile, federazione è eccessivo». Nella riunione della segreteria si parla anche dei malumori che attraversano il Pd sull´appoggio a Doria e sul suo programma. Sotto processo finiscono i dirigenti locali genovesi. Possibile che non abbiano saputo esprimere un giudizio sull´amministrazione Vincenzi e eventualmente bloccarne la corsa?
Ragionano così i filo-Pinotti. Marta Vincenzi si difende da sola e attacca. Non più su Twitter, bensì in un´intervista su Radio24: «Dov´è il Pd? Il Pd deve capire cosa vuole fare da grande. Bersani? Non l´ho sentito, aveva altro da fare...». E poi spiega che nelle spaccature del Pd «si è inserito chi, in modo ingenuo e forte, non facendo parte del partito, può dire: "Andate tutti al diavolo, ci avete stufato"». Di don Gallo poi, che ha appoggiato Doria, Vincenzi dà un giudizio tagliente: «È magnifico però narciso, ha fatto una scelta maschilista, ha una certa propensione al maschilismo». Su Facebook alla pagina di Bersani si scatenano militanti e elettori: «Ci guardiamo l´ombelico»; «Ci vuole chiarezza».

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