giovedì 2 febbraio 2012

La terza via per un nuovo Patto di stabilità - Antonio Troisi su europa

Graziano Delrio
Un attaccapanni per ristrutturare il Patto di stabilita stato, regioni enti locali. Il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, ha dato al confronto stato – regioni – enti locali un’impostazione coraggiosamente innovativa: perché ha richiesto una ristrutturazione del patto di stabilità rifiutando la logica dei tagli dei trasferimenti e quella del controllo diretto della spesa degli enti locali, e chiedendo una terza via capace di coniugare il rigore con la crescita. L’esigenza cosi evidenziata d’incidere sui meccanismi generatori della spesa si coniuga con l’obbligo dei governi locali di concorrere all’obiettivo dell’azzeramento del deficit al quale l’Italia si è obbligata. A mio avviso «l’attaccapanni» (per dirla con Einaudi) che può implementare la svolta richiesta è quello del “saldo originario di bilancio” proposto da Giarda nella sua relazione all’assemblea nazionale dell’Anci di Brindisi. 
È definito originario perché prescinde dai trasferimenti statali ed ha come componenti le entrate che gli enti prelevano dalle tasche del cittadino e le somme erogate favore dei cittadini e delle imprese nei rispettivi territori. La più importante motivazione di detto riferimento è essere il parametro oggetto dell’attenzione della Ue, quando valuta i nostri conti pubblici, e, pertanto, rappresenta l’elemento chiave del concorso degli enti locali al processo di risanamento richiesto dall’Europa. Inoltre detta ricostruzione si articola attraverso cinque passaggi in ognuno dei quali non viene imposta una scelta predefinita ma vengono proposte opzioni alternative, poiché la terza via è un obbligo rigido di comportamento ma non ha la pretesa di indicare agli amministratori come devono realizzare questo obiettivo. 
Un esempio importate degli spazi di autonomia lasciati agli amministratori locali è la scelta di un soggetto capace di compiere, a livello regionale, l’arbitraggio necessario tra regione province e comuni situati sullo stesso territorio, per definire il miglioramento del saldo originario di bilancio che deve essere generato. Certamente la scelta non puo cadere né sul ministero dell’interno né sugli enti interessati perché va scelto un
soggetto espressione degli enti locali capace di garantire autonomia e professionalità. L’Istituto per la finanza e l’economia locale (Ifel) espressione dell’Anci, ha conquistato sul campo questi due requisiti, assolvendo anche al compito di riempire il vuoto rappresentato dalla mancanza di analogo istituto sia da parte dell’Unione delle province che delle regioni.
Infine la contiguità dei passaggi è funzionale allo spending review perché rende più chiaro il legame tra azioni e finalità e più affidabile la valutazione ex post dei risultati e, quindi, dei meriti e dei demeriti degli amministratori. In conclusione la ristrutturazione proposta del patto di stabilità determinerà uno storico cambiamento del rapporto tra finanza statale e finanza locale perché i due livelli di produzione dei beni pubblici saranno strutturalmente connessi alla coniugazione del rigore con la crescita.

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