mercoledì 15 febbraio 2012

Ma cos'è la destra ... - Michele Serra su Repubblica


È molto in voga, tra i governanti deposti, lodare il governo Monti come ideale prosecutore della loro opera illuminata.
Da Alfano al socialista (ah! ah! ah!) Cicchitto e addirittura alla Santanché, che avendo sentito dire che Monti è "di destra" se ne sente in qualche modo imparentata. 
Il trucco è patetico, ma fa parte di quegli auto-inganni che aiutano a tirare avanti quando i conti con se stessi sarebbero troppo dolorosi. 
Basterebbe una lettura anche distratta della stampa del pianeta Terra per prendere atto che il cambio Berlusconi-Monti è vissuto, nel mondo intero, come un miracoloso ribaltamento: come se la Costa Concordia si raddrizzasse da sé sola, tirasse un muggito con la sirena e riprendesse la navigazione.
Niente - non lo stile, non gli obiettivi, non la velocità di esecuzione, perfino non l'aplomb dei maschi e delle femmine - rassomiglia, nel governo Monti, al precedente. Destra, per altro, significa poco, forse anche meno di sinistra. Di destra furono Mussolini e Einaudi, Almirante e Scalfaro. Di destra è la Minetti e probabilmente il ministro degli Interni Cancellieri. Non solo non c'è nesso, ma c'è una cesura clamorosa, mai vista nella storia repubblicana, tra la destra di Arcore e quella che ne ha pietosamente rimosso la salma.

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