sabato 18 febbraio 2012

A Palermo il Pd perde un'altra volta - Jacopo Iacoboni su La Stampa

Dice Pier Luigi Bersani, il piacentino che guida il Pd, che «le primarie ci levano la pelle», ma «sono tutta roba buona». Sarà. Nondimeno la frase del segretario che più sembra fare testo in questa stagione è un'altra, l'ammissione che sì, «possono eserci disordini», quando si celebra un rito che - siamo onesti - non sembra essere granché amato dall'attuale partito democratico. 
Solo che disordini è dire poco. Diciamo che il rito-primarie viene digerito, dai dirigenti romani, ma parrebbero preferire l'antico non disturbate il manovratore.
Bersani parlava di Genova - l'ultima batosta, dopo Milano, clamorosa, e Cagliari, e Napoli, nel 2011 - ma già si profila un altro imbarazzo, stavolta ancor prima che si vada alle urne, a Palermo. La storia è semplice. Nel capoluogo siciliano la consultazione è prevista il 4 marzo. C'è già in campo un candidato del Pd, Davide Faraone, che in passato è stato accostato a Matteo Renzi e definito il "rottamatore siciliano", anche se poi l'apparentamento con il gruppo della Leopolda non c'è stato.
Bene: Faraone s'è presentato in conferenza stampa producendo la copia di una mail spedita da Sant'Andrea delle Fratte, la sede romana del Pd, e inviata per conoscenza a Tonino Palmeri, coordinatore della campagna elettorale di Rita Borsellino. 
Sostiene Faraone - con quel documento alla mano - che il Pd, violando lo statuto interno, finanzia con circa 40mila euro la campagna della Borsellino, e di questi, già 14mila sono stati inviati alla Space, una delle più note società che si occupano di affissioni a Palermo.
Nessun reato, naturalmente, tanto meno obiezioni alla limpidezza di un personaggio come Rita Borsellino; ma il codice etico del Pd prevede che non si possa finanziare un solo candidato del partito in una competizione in cui
ci sono più candidati del Pd.
Così Faraone chiede ora le dimissioni del tesoriere del partito (oh, non Lusi, che avete capito...), che adesso si chiama Misiani (evidentemente il ruolo porta un po' sfiga). Ovviamente è difficile (eufemismo) che Bersani gliele conceda, resta però un fatto: con questi chiari di luna il Pd a Palermo ha perso un'altra volta, e stavolta ancor prima di gareggiare.

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