giovedì 9 febbraio 2012

Prendi un precario, trattalo male, lascia che ti aspetti per ore - Francesca Fornario su L'Unità

A mensa: «Che poi, a essere onesti, un fondo di verità in quello che ha detto la ministra Cancellieri ci sta». «Che gli italiani sono fermi all’idea del posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà?». «E sì. Prendi mio figlio: aveva trovato lavoro a Roma, gli offrivano 750 euro di stipendio, che poi è la paga media dei giovani. Solo che per un posto letto gli hanno chiesto 400 euro più le spese. 
Lo sai che negli ospedali romani circa 500 pazienti al giorno rimangono sulle barelle in attesa del posto letto? E l’attesa media in barella arriva a 19 ore. Io c’ho il sospetto che sia colpa del caro-affitti. Comunque, alla fine mio figlio ha dovuto rinunciare perché la sera, tornare a dormire da noi a Pomigliano era troppo complicato». «Per forza». «Io quello che vorrei dire alla ministra è che con 700 euro di stipendio non la trovi mica una casa che non sia quella dei tuoi genitori». «C’è di buono che questi si scusano, mentre quelli di prima…». «Però pure questi insistono che vogliono cambiare l’articolo 18. 
E la cosa dà più nell’occhio, perché Berlusconi di articolo ne voleva cambiare uno al giorno, variava, mentre questi si sono fissati». «È perché dicono che bisogna spalmare le tutele». «Ma non è mica Nutella. Non si potrebbero aumentare le tutele di quelli che non ne hanno abbastanza?». «Dicono che se aumenta la flessibilità aumenta il lavoro». 
«Ma scusa, qual è il nesso? Il lavoro aumenta quando aumenta la domanda» «A rigor di logica sì, ma… deve essere come per la canzone». «Quale canzone?». «Se vuoi conquistare una donna la devi corteggiare, giusto?». «Certo». «E invece la canzone dice che se la tratti male e addirittura lasci che ti aspetti per ore quella si innamora di te». «Ma è provato?». «No. Ma ormai è un teorema».

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