giovedì 23 febbraio 2012

Sbarramento contro i colpi bassi - Michele Serra su Repubblica

Sono tra i molti italiani che preferiscono il sistema maggioritario. E guardano con pochissima simpatia alla frammentazione politica e al proliferare di mini-partiti il cui potere di ricatto è infinitamente superiore al numero dei voti. 
Ma quello che si legge (e più ancora si intuisce) in questi giorni di riunioni e abboccamenti tra Pdl, Pd e Terzo Polo è semplicemente inaccettabile. In sintesi i partiti più grandi, e soprattutto il Pdl che i sondaggi danno in crollo verticale, nella speranza di recuperare voti con ogni mezzo (anche sleale) vorrebbero una soglia di sbarramento addirittura superiore al 5 per cento. 
Questo significa che partiti con un milione e mezzo o due di voti (che sono tanti: qualcuno in più del milione e due dei referendari, considerato giustamente un numero imponente) sarebbero cancellati dalla scena parlamentare. 
Uno sbarramento anche significativo – per esempio il 3 per cento – è comprensibile: serve a evitare che un governo sia una torta fatta di briciole e facile a sbriciolarsi (ricordate l´Udeur di Mastella?). 
Ma le voci che arrivano dalle stanze dove si tratta parlano, invece, di una specie di decimazione programmatica di tutto ciò che non è Pdl, Pd, Terzo Polo e Lega. Credo sia legittimo e utile un avvertimento: se il Pd avalla una porcheria del genere, il mio voto lo perde di sicuro. 
Anche un semplice elettore può applicare la sua personale soglia di sbarramento contro i colpi bassi.

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