lunedì 6 febbraio 2012

"Trattato Ue incompleto servono eurobond e Tobin tax la Merkel si convincerà" - Andrea Bonanni su Repubblica

Signor Schulz, oggi che torna in Italia come presidente del Parlamento europeo si trova davanti un altro Paese rispetto a quando ci veniva come capo del gruppo socialista? 
«No. Il Paese è lo stesso, ma con un altro governo, e con un altro uomo alla sua guida. Mario Monti è un amico da lunga data. E penso che sia l´uomo giusto al posto giusto nel momento giusto. Ma il Paese non è cambiato: è uno dei più meravigliosi al mondo, con la gente più straordinaria». 
Un Paese che però fino a poco fa suscitava la diffidenza dell´Europa... 
«L´Italia ha attraversato un periodo molto difficile. Negli ultimi sei mesi era in una specie di stagnazione. Quello di cui l´Italia, come gli altri Paesi europei, ha bisogno è una speranza. Per questo, come presidente del Parlamento, farò tutto quanto è in mio potere per dare il mio appoggio a Mario Monti». 
Oggi l´Europa sembra stupita dalla rapidità con cui il governo Monti ha varato le riforme necessarie. Anche lei è sorpreso? 
«No. Ho sempre colto la differenza tra l´Italia e gli altri Paesi. L´Italia è un grande Paese, è un membro del G8. Non è la prima volta che ha problemi economici, o istituzionali, apparentemente insormontabili. Ma ne è sempre uscita perché ha enormi risorse materiali e psicologiche. Per questo sono sempre stato e continuo ad essere ottimista sul futuro del Paese». 
Lei parla di speranza. Le decisioni dell´ultimo vertice bastano a dare speranza all´Europa? 
«No. E´ un accordo incompleto. Sono d´accordo che occorra disciplina di bilancio, anche perché è un problema di solidarietà tra le generazioni. Non possiamo costruire una casa incompleta e lasciare in eredità il mutuo ai nostri figli e nipoti. Ma nessun Paese ritroverà la stabilità economica senza crescita e occupazione.
Senza investimenti in questo senso non se ne esce».
Ma dove si trovano i soldi? 
«Per questo occorre una tassa sulle transazioni finanziarie che faccia partecipare quelli che sono responsabili della crisi, banche, compagnie di assicurazioni, hedge funds, alla sua soluzione. E un altro punto sono gli eurobond. Oggi la Germania ha interessi negativi, mentre l´Italia paga il 7% sul proprio debito. Se avessimo bond europei diciamo al 2% per cento, sarebbe una piccola spesa in più per la Germania ma un enorme vantaggio per l´Italia che potrebbe investire quei soldi nella propria economia. So bene che Monti condivide queste idee». 
Già, ma la Merkel no. So che non appartiene al partito della Cancelliera, ma pensa che finirà per cambiare idea? 
«Penso che prima o poi la Germania accetterà queste richieste. Già ora la cancelliera Merkel è in favore di una tassa sulle transazioni finanziarie. Quanto agli eurobond, è solo una questione di tempo prima che la Germania dica di sì. Io non sono d´accordo con la signora Merkel su molte cose, ma è sbagliato pensare che la Germania non sia solidale. Il mio Paese garantisce 211 miliardi di euro per il fondo salva Stati. Il problema è come vengono presentate queste cose all´opinione pubblica tedesca. E´ sbagliato creare l´impressione che il nostro contributo sia un atto di carità». 
Oggi invece in Italia si ha l´impressione che la Germania benefici di tassi vantaggiosissimi grazie al fatto che noi paghiamo interessi esosi... 
«E´ proprio questo il punto. Noi tedeschi beneficiamo dell´euro più di altri. Non possiamo trarne un profitto a spese dei nostri partner. Ma vorrei spezzare una lancia a favore di Angela Merkel: è sbagliato dipingerla come «la Lady di ferro» o una specie di nazista cattiva. Il governo tedesco fa già molto per aiutare gli altri europei, anche se a volte è troppo esitante. E certe voci che escono da Berlino, come quella sulla volontà di commissariare la Grecia, distruggono lo spirito di cui abbiamo bisogno per uscire dalla crisi». 
All´ultimo vertice dei capi di governo lei ha sostenuto con forza l´idea di creare una agenzia di rating europea. Condivide l´idea che ci sia un attacco all´euro da parte della finanza anglosassone? 
«Difficile dirlo. Nelle ultime settimane abbiamo avuto notizia che certi grossi hedge funds stavano speculando su un collasso dell´euro. Io non credo alla teoria del complotto, perché gli americani, come i cinesi, hanno anche loro bisogno di una stabilizzazione di tutte le nostre valute. Un crollo dell´euro colpirebbe immediatamente anche gli Stati Uniti. La speculazione non ha bandiere. Ma certo non possiamo combatterla se permettiamo questo enorme potere ad agenzie di rating dietro a cui non sappiamo chi sta veramente, voglio agenzie di rating che abbiano criteri severi, ma anche piena trasparenza sia sulla loro proprietà, sia sui criteri che applicano». 
Lei parla di un accordo incompleto. Ma il Parlamento europeo è favorevole o contrario al Trattato sulla stabilità di bilancio che è stato approvato all´ultimo vertice? 
«Alla fine il nostro giudizio è complessivamente positivo. Anche perché il Parlamento ha molto contribuito a cambiare la natura del Trattato. Per la prima volta viene anche riconosciuto un ruolo importante al Parlamento nel management dell´eurozona. Adesso toccherà a noi utilizzarlo al meglio»

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